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Trento, dirigenti premiati e infermieri dimenticati

di Massimo Canorro

Il riconoscimento di eccellenza per l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, giunto da autorevoli enti internazionali come Accreditation Canada e Joint commission international, non trova il plauso convinto del Nursing Up. La politica trentina elogia i dipendenti della sanità, premia i dirigenti apicali ma si scorda dei contratti degli infermieri e degli altri operatori, lamenta il sindacato.

Nursing Up Trento: ennesimo schiaffo per infermieri e oss

Un risultato che attesta la qualità dei servizi erogati quotidianamente, dalla nostra azienda sanitaria, dall’ospedale al territorio, e ci rende particolarmente fieri poiché le valutazioni sono state condotte in pieno periodo Covid e in condizioni di enorme stress e difficoltà per i nostri operatori sanitari. Ad ognuno di loro giunge il mio personale ringraziamento per l’impegno, la passione e l’eccellenza con cui svolgono ogni giorno la loro professione. Parole queste pronunciate dall’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, che commenta così il riconoscimento di eccellenza per l’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento formulato da prestigiosi enti internazionali come Accreditation Canada e Joint commission international rappresenta l’occasione, per il Nursing Up, per togliersi più di un sassolino, poiché secondo il sindacato, a queste parole di encomio non ha fatto seguito l’impegno dell’amministrazione nei confronti degli infermieri e dei sanitari tutti.

Ci viene negato un riconoscimento morale

Spiega il referente di Nursing up Trento, Cesare Hoffer: Nella realtà dei fatti, le uniche figure che hanno avuto una previsione di riconoscimento economico aggiuntivo, oltre ai consiglieri regionali già pagati più del dovuto, sono stati il direttore del dipartimento provinciale della salute e politiche sociali ed il direttore generale dell’azienda sanitaria.

A fare da cornice, permane il braccio di ferro tra le parti per il mancato rinnovo dei contratti del pubblico impiego nel triennio 2019/2021. Il Nursing Up Trento ritiene si tratti dell’ennesimo ed ulteriore schiaffo per infermieri, Oss e per gli altri operatori della sanità e delle Aziende pubbliche di servizi alla persona, che proseguono a lavorare con professionalità in una situazione di rilevante difficoltà e malessere, con turni massacranti e spostamenti da un reparto all’altro, senza un adeguato inserimento ed affiancamento.

Puntualizza il sindacato: Non si tratta solamente di un riconoscimento di natura economica relativo a un rinnovo contrattuale, che valutiamo sia un aspetto dovuto e sacrosanto, ma è un aspetto molto più profondo. Ci viene negato un riconoscimento morale, come se venisse negata l’importante funzione sanitaria e sociale che di fatto stiamo svolgendo a favore del cittadino. I numeri che il Nursing Up snocciola sono chiarificatori: secondo il sindacato, in Italia il 34,4% degli infermieri, in particolare i giovani, ha previsto di lasciare a breve la professione a causa delle scadenti condizioni organizzative di lavoro. Magari per emigrare all’estero. A livello europeo il guadagno medio è di circa 500 euro in più al mese. In Trentino l’età media dei professionisti è di circa 50 anni, e nei prossimi 8 anni sono previsti circa 1.200 pensionamenti.

Allo stato attuale, il rischio concreto – considerando anche quanto sta avvenendo appena oltre confine – è quello di affrontare un’ulteriore ondata pandemica in una condizione di prostrazione fisica e mentale, con le dotazioni organiche che (com’è inevitabile) risultano ulteriormente ridotte dalle sospensioni dal servizio dei sanitari no vax. Chiosa Hoffer: È lampante che la totale mancanza di un progetto di valorizzazione professionale ed economica produrrà gravi effetti sulle nostre realtà sanitarie.

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