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COVID-19

Umbria, niente indennità Covid per gli infermieri

di Massimo Canorro

La mancanza di fondi per la sanità pone a serio rischio l’indennità Covid che spetta agli infermieri a i medici. E c’è il pericolo di un ulteriore taglio di 2,8 milioni. I sindacati scrivono alla presidente della Regione: È inaccettabile usare le risorse destinate alla premialità Covid per coprire lo straordinario.

Indennità Covid, in Umbria i sindacati scrivono alla Regione

La scorsa settimana, il consigliere regionale dell’Umbria, Thomas De Luca, andava all’attacco della giunta Tesei sulle nuove assunzioni di personale del comparto sanitario. Mancano oltre mille professionisti e i fondi per gli straordinari sono terminati. Dov’è finito l’impegno sbandierato a novembre 2020, nel pieno della pandemia?

Promesse che sembrano essere state del tutto disattese e oggi in Umbria emerge forte la carenza di fondi per la sanità, con gli infermieri e i medici che rischiano di perdere l’indennità Covid. Oltre il danno, la beffa? La pensano davvero così i sindacati, che in blocco hanno scritto alla presidente della Regione, Donatella Tesei, senza girare troppo attorno al discorso. È del tutto inaccettabile – evidenziano Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing Up – che le risorse destinate attraverso un accordo di premialità Covid possano essere usate per coprire lo straordinario.

Su questo aspetto è intervenuto anche lo stesso De Luca: Ciò a causa del ritardo nelle assunzioni nel corso dell’emergenza sanitaria che hanno comportato un utilizzo spropositato di prestazioni aggiuntive e di straordinari. Ma c’è di più, poiché rischiano di mancare altre disponibilità nelle casse della sanità regionale. Come riporta il “Messaggero Umbria”, nel corso dell’ultimo incontro il direttore generale della Sanità, Massimo Briganti, ha consegnato alle organizzazione sindacali lo stralcio di un documento che il ministero dell’Economia ha fatto recapitare alla Regione, in cui viene messa in discussione la somma stanziata a maggio dello scorso anno destinata al personale sanitario, prevedendo un taglio di 2 milioni e 800mila euro.

Nel prossimo incontro dell’esecutivo la Giunta è intenzionata a deliberare una sforbiciata delle risorse. Da qui la richiesta di un confronto urgente – formulata da Tatiana Cazzaniga (Cgil), Luca Talevi (Cisl), Marco Cotone (Uil), Mario Bruni (Fials) e Stefano Cecchetti (Nursing Up) – perché le nostre proposte per il superamento di questa situazione non sono state accolte, né abbiamo avuto repliche in merito alla rivalutazione dei fondi contrattuali, posta in discussione dalle mancate assunzioni.

Sul piede di guerra il gruppo del Partito democratico in consiglio regionale. Nonostante gli sforzi profusi dal personale sanitario, a lungo impegnato nella gestione dell’emergenza Covid-19, i primi a subire gli effetti dei conti in rosso sarebbero proprio loro, privati degli incentivi e dei riconoscimenti economici integrativi conquistati con grande fatica, la spiegazione. Esprimendosi quindi sul fatto che le conseguenze della mala gestione della sanità umbra non si stanno facendo attendere. Dopo aver stipulato nei mesi scorsi un accordo sindacale e aver promesso incentivi per il personale, la Giunta fa retromarcia e opera un taglio al fondo integrativo dei lavoratori del comparto per oltre 3 milioni di euro.

Giornalista

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