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COVID-19

Viterbo, l’Asl sospende 18 sanitari no vax

di Massimo Canorro

Sono sedici infermieri e due medici. Nei prossimi giorni attesi nuovi provvedimenti di sospensione, da parte di tutte le Asl, nei confronti degli operatori non vaccinati. L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, D’Amato: Parliamo del 3% su 100 mila unità. È un numero ridotto, ma richiamiamo ciascuno al proprio dovere.

Sanitari no vax, sospesi in 18 tra infermieri e medici a Viterbo

Asl Viterbo, stretta contro i sanitari no vax

Sono stati i primi a potersi a vaccinare – questo è un dato di fatto – e sono quelli che confidano maggiormente nella scienza per contrastare il Covid. E invece, tra loro, c’è ancora chi cerca i più disparati escamotage per evitare di vaccinarsi. Inutile girarci intorno: tra i sanitari del Lazio c’è uno zoccolo duro di no vax, circa il 3% del totale di infermieri, Oss e medici che lavorano sul territorio regionale. A questo proposito, l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha precisato che i sanitari no vax sono circa tremila. Parliamo, appunto, del 3% su circa 100 mila unità tra pubblico e privato. È una realtà circoscritta, ma stiamo richiamando ciascuno di loro al proprio dovere: vaccinarsi contro Covid-19. E lo stop, per alcuni, è già realtà.

Perlomeno, il semaforo rosso è già scattato all’Asl di Viterbo, che nel weekend ha sospeso 18 professionisti tra infermieri (16) e medici (2) inadempienti all’obbligo vaccinale. Dopo la lettera dell’Asl di riferimento nella quale erano tenuti a fornire spiegazioni in relazione alla mancata vaccinazione, tanti di loro hanno attestato patologie che li esonerano dall’obbligo vaccinale; per questi si cercano ricollocamenti a differenti mansioni lontane dai pazienti a rischio dopo l’accertamento della veridicità delle ragioni esibite. Parliamo, in ogni caso, di una missiva particolarmente attesa proprio dagli stessi destinatari – tra di loro ci sono anche degli Oss – alcuni dei quali, così come nel resto d’Italia con scarso successo, stanno già preparando ricorso.

Per tutti, il provvedimento durerà finché non si vaccineranno. Altrimenti, fino al prossimo 31 dicembre, salvo eventuali proroghe dello stato emergenziale. Le ultime sospensioni giungono dopo i primi provvedimenti assunti a fine luglio sempre dall’Asl viterbese, con la sospensione di 17 sanitari no vax. Tra questi, undici professionisti sono stati ricollocati; per sei operatori invece – a stretto contatto con l’utenza – è scattata la disposizione più dura.

Il provvedimento, è opportuno rammentarlo, è stato adottato dopo un lungo percorso cominciato lo scorso marzo in tutte le aziende sanitarie del territorio, con l’istituzione di commissioni ad hoc che devono valutare le diverse posizioni. Nel momento in cui emerge dagli elenchi dell’anagrafe vaccinale un sanitario non ancora immunizzato, scatta la procedura di verifica della Asl: l’operatore no vax deve dimostrare oggettive criticità, legate a problemi clinici oppure alla guarigione dal virus. Se al riscontro non risulta una motivazione tangibile, partono richiami e sospensioni, in base all’obbligo vaccinale di legge per i sanitari, dettato dal decreto Covid.

L’auspicio è che con l’arrivo delle sospensioni, gli indecisi e i timorosi che fanno parte del personale sanitario mettano da parte ogni indugio. E provvedano a sottoporsi al vaccino. Ma, già nei prossimi quindici giorni, le sospensioni nei riguardi dei sanitari no vax del Lazio potrebbero giungere a pioggia da parte di tutte le aziende sanitarie locali.

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