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Salute

Povertà in aumento e a rimetterci è la salute

di Giordano Cotichelli

In Italia la povertà è in crescita e i dati relativi a questo fenomeno interessano e devono interessare anche gli infermieri. La professione sta attraversando un’importante fase di passaggio, che è rappresentativa dei cambiamenti della società italiana stessa e del suo sistema socio-sanitario. In questo le scelte da fare, le priorità da sostenere, i diritti e le dignità da rivendicare nascono dalla consapevolezza di un’infermieristica che non vuole abdicare al suo ruolo di protagonista del cambiamento e del progresso.

Disuguaglianze economiche e povertà in crescita, ci rimette la salute

La prima pagina del Corriere Adriatico del 22 novembre intitolava: “Sosta selvaggia e clochard, l’ospedale è sotto assedio”. L’ospedale in questione è quello di Torrette di Ancona, polo sanitario della regione Marche di riconosciuta eccellenza.

L’articolo si dispiegava poi nella descrizione dei problemi del nosocomio mescolando venditori e posteggiatori abusivi, accattoni e immigrati, clochard e clandestini in un allarmismo pasticciato cui purtroppo, da tempo, certi media nazionali ci hanno abituato, creando un clima di allarmismo che, nella realtà si traduce in una vera e propria guerra ai poveri, più che alla povertà.

Meno di una settimana più tardi lo stesso quotidiano affrontava in altri termini lo stesso argomento della povertà mettendo in evidenza come circa 4.000 persone della diocesi di Fabriano Matelica - le città rispettivamente del capitano di industria Merloni e del padre dell’Eni Mattei – siano seguiti dalla Caritas per motivi economici e ben 1.500 vivano nella sola città di Fabriano. Alla fine il quadro che ne risulta è quello di una provincia che è un po’ lo specchio del resto del paese, di un contesto socio-economico in peggioramento.

Nell’Unione nel 2017 le politiche sociali intraprese per combattere le disuguaglianze economiche hanno ridotto la povertà di un terzo circa (32,4%), con un picco del 56% in Finlandia e bassi risultati per Romania, Grecia e Italia, la quale registra un valore del 19,44%. Cifre correlate anche ad una riduzione del potere di acquisto standard (PPS) a valori di 21.804 PPS contro i 22.174 PPS della media europea.

Un quadro che solleva preoccupazioni ulteriori con la stagione fredda in arrivo. In un’indagine dello Spi Cgil viene messa in luce la questione della povertà energetica, quell’aspetto particolare della condizione socio-economica che non permette un adeguato riscaldamento della propria abitazione e che, secondo il sindacato, riguarda il 14% dei pensionati cui potenzialmente potrebbe aggiungersi un ulteriore 33% causa un peggioramento del reddito.

A questo punto non resta che tornare all’inizio dell’articolo, ai clochard che assediano gli ospedali. Sappiamo tutti che anche quest’inverno vi saranno molte vittime fra i senza tetto. La più parte a causa del freddo, appunto, di patologie e denutrizione, ed in qualche caso, causa l’azione diretta di qualche valente italiota che si prenderà la briga di picchiarli a morte o dargli fuoco.

NurseReporter
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