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Giornata mondiale stomizzato 2018 a Caserta

di Redazione

La Giornata mondiale dello stomizzato 2018, organizzata da Fais Onlus - Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, si è tenuta il 6 ottobre nella magnifica cornice della Reggia di Caserta, dove sulla scia del messaggio "speaking out changes lives" - lanciato dalla IOA (International Ostomy Association) - si è affrontato il tema della comunicazione sulla stomia e su ciò che ruota intorno al mondo e alla storia del paziente stomizzato.

Fais, parlare cambia la vita: Giornata mondiale stomizzato

Sala gremitissima quella che, nella suggestiva cornice della Reggia di Caserta, ha ospitato l’edizione 2018 della Giornata mondiale dello stomizzato, per la quale l’International Ostomy Association (IOA) ha scelto il messaggio “Speaking out changes lives”: ogni persona con stomia ha una sua storia e parlarne aiuta a cambiare la vita, la propria e quella degli altri.

Lo scopo della Giornata mondiale dello stomizzato – come aveva anticipato Pier Raffaele Spena, segretario nazionale Fais - era quello di promuovere azioni a favore dei pazienti portatori di stomia focalizzando l’attenzione della pubblica opinione sui bisogni ed i diritti degli stomizzati e delle loro famiglie.

La giornata ha visto l’alternarsi di speech di vari esponenti della società civile che conoscono bene il mondo della stomia e non sono mancati gli interventi di rappresentanti di istituzioni pubbliche e private.

La FAIS - Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, membro dell’International Ostomy Association e della European Ostomy Association - in linea con il tema proposto, ha dedicato l’evento alla comunicazione sulla stomia e su ciò che ruota attorno al mondo del paziente stomizzato e della sua rete sociale.

In apertura di giornata a suggellare la scelta del tema centrale di questa edizione è stato l’intervento di Jon Thorkelsson, Presidente E.O.A. (European Ostomy Association), che ha sottolineato l’importanza di lottare per i diritti di ogni stomizzato nel mondo affinché tutti possano avere un'adeguata assistenza medica e un'adeguata fornitura di presidi e farmaci.

E perché questo possa accadere è necessario, da un lato, coinvolgere autorità a livello locale, le autorità sanitarie nazionali e i governi e, dall’altro, far emergere una cultura positiva intorno alla stomia. Come? Parlandone.

Non dobbiamo essere invisibili e silenziosi. Dobbiamo essere visti e ascoltati in modo che tutti sappiano con che tipo di problemi abbiamo a che fare ogni giorno

E di questi problemi ne conosce moltissimi, se non tutti, Danila Maculotti, infermiera stomaterapista e tesoriera Ecet (European Council of enterostomal therapy) tra i presenti all'evento, che ha incentrato il suo speech proprio sulla relazione con il paziente.

Perché prendersi cura della persona - ha detto - è fatto per il 30% di conoscenze, competenze, tecnica e ausili, ma per il 70% di comunicazione e relazione autentica.

A parlare di “Speaking out changes lives”, poi, sono stati Elisabetta Stella (Ministero della Salute – Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico – Ufficio III Dispositivi Medici), Carlo Pezcoller (Delegato I.O.A. International Ostomy Association), Fernanda Gellona (Direttore Generale Assobiomedica), Michelina Baldi (stomaterapista, coordinatrice infermieristica U.O. Cure Domiciliari e Palliative Asl Salerno, intervenuta in rappresentanza di Opi Salerno), Gabriele Roveron (Presidente AIOSS), Paolo Delrio (Direttore Dipartimento Oncologia Addominale, Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli) e Roberto Aloesio (Delegato SICCR – Società Italiana di Chirurgia Colo-Rettale e Responsabile Scientifico FAIS onlus).

Prima della chiusura dei lavori, è stata la volta di Pier Raffaele Spena, che ha presentato i progetti Fais per la comunicazione sociale, tra i quali spicca l’estensione della campagna #Unsaccodaraccontare, con una serie di video che, affrontando vari temi della vita delle persone stomizzate, visti sia dai loro occhi che da quelli di chi li assiste, insegneranno che la stomia va considerata non come un limite, ma come la soluzione per una vita migliore.

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