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Biotestamento, le proposte dagli infermieri di area critica

di Redazione

Avanti col biotestamento, ma con alcune modifiche. Lo chiede Aniarti, sulla scia delle proposte della senatrice Annalisa Silvestro.

Biotestamento, le proposte di Aniarti

Aniarti sostiene il ddl sul biotestamento, che ha appena cominciato la discussione alla Camera in un’aula purtroppo semideserta. C’è un importante vuoto legislativo che rende ingestibile il rapporto tra la persona malata alla fine della vita, la sua famiglia e tutta l’équipe sanitaria – dice infatti l’Associazione nazionale infermieri di area critica in una nota -. La priorità assoluta di giungere alla regolamentazione della relazione di cura in modo da garantire a tutte le persone il diritto a una fine dignitosa non deve però far dimenticare che l’assistenza è effettuata da una serie di figure professionalmente importanti, che la prendono in carico dal momento della diagnosi e per tutto l’iter della patologia con i bisogni che ne derivano, fino al termine della vita.

Per questo secondo l’associazione nel testo vanno fatte alcune modifiche:

  • inserire in diversi punti dell'articolato il riferimento all'équipe assistenziale e ai componenti dell'équipe assistenziale, altrimenti mai citati
  • completare l'indicazione alla formazione del personale aggiungendo "del personale sanitario e del personale di supporto all'assistenza sanitaria"
  • prevedere che "il tempo della comunicazione tra paziente e componenti dell'équipe assistenziale costituisca tempo di cura" come già previsto nel testo per il tempo della comunicazione tra medico e paziente

Secondo Aniarti è importante sottoscrivere la petizione perché si ponga fine a una lacuna normativa, unica ormai in Europa, ma è importante anche modificare il testo perché le proposte arrivano proprio da chi si trova ad assistere le persone anche in questa fase della loro vita e si tratta degli infermieri di area critica.

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