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competenze avanzate

FIALS: vinto ricorso al TAR, nessuna invasione di campo

di Redazione

Il TAR del Veneto ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dal sindacato dei medici CIMO, che aveva impugnato la Delibera della Regione Veneto sulla formazione delle professioni sanitarie per conseguire le competenze avanzate. Oggi un Tribunale ci ha dato ragione - commenta Giuseppe Carbone, segretario nazionale FIALS - sulle competenze avanzate nessuna invasione di campo, nessuna lesa maestà.

Competenze avanzate, Tar Veneto respinge ricorso sindacato medici CIMO

Giuseppe Carbone, segretario nazionale FIALS

La delibera della Regione Veneto sulla valorizzazione delle professioni sanitarie aveva provocato scintille fra sindacati medici e infermieri, sulle competenze avanzate conferite dalla Regione Veneto a questi ultimi (emanata per attuare il disposto contrattuale che prevede che possa essere conferito un incarico professionale di esperto ad elevata specificità professionale ad un esercente le 22 professioni sanitarie).

Tra le critiche alla delibera, quella di essere in contrasto con la normativa di legge nazionale e quella di voler sopperire alla carenza di medici con altri professionisti sanitari, che costano meno e sono molto più manovrabili. Da qui era partito il sindacato dei medici CIMO, che aveva impugnato al Tar la delibera del Veneto sulle professioni sanitarie.

È del 3 dicembre 2020 la sentenza con la quale il TAR del Veneto dichiara inammissibile il ricorso. Si tratta di una storica vittoria della Fials, unico sindacato delle professioni sanitarie che si era costituito in opposizione al ricorso del sindacato medico Cimo - scrive in una nota il segretario nazionale Giuseppe Carbone - ora che il Tar ci ha dato ragione ribadiamo una volta per tutte che la professionalizzazione del professionista sanitario diverso dal medico e lo stesso riconoscimento di ruoli dirigenziali nell’ambito della rispettiva area di specializzazione non sono attacchi alla sua funzione. Le competenze avanzate appartengono alle professioni sanitarie. È ora di dare a Cesare quel che è di Cesare e andare avanti verso la modernizzazione del nostro SSN.

Non esistono più professioni ancillari del medico. Riteniamo sconcertante - prosegue Carbone - che nel 2020, l’anno in cui la comunità internazionale celebra le competenze degli infermieri e delle ostetriche, che rappresentano i 2/3 dei professionisti sanitari, una parte della rappresentanza medica abbia potuto affermare che nessuna professione può vantare di esprimere 'competenze' senza il loro beneplacito.

Prossimo step, per la FIALS: il nostro ulteriore impegno di richiesta alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni affinché emani linee guida ed operative a tutte le altre regioni per l’istituzione dei percorsi di formazione complementare regionale per tutte le professioni sanitarie del comparto sanità per l’acquisizione di competenze avanzate di professionista esperto e specialista.

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