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Governo UK: 50mila infermieri in più entro il 2024

di Massimo Canorro

La carenza di operatori sanitari è un’emergenza cronica, che preoccupa tutti i principali Paesi industrializzati. Ma il Regno Unito rilancia, e il premier britannico, Boris Johnson, annuncia che l’impegno programmatico del governo si concretizzerà, entro marzo 2024, con l’assunzione di 50mila nuovi infermieri. Professionisti che sono la spina dorsale del nostro Servizio sanitario nazionale.

Saranno 50mila i nuovi infermieri reclutati nel Regno Unito entro il 2024

Saranno 50mila i nuovi infermieri reclutati nel Regno Unito entro il 2024

Cinquantamila infermieri in più entro il 2024. Il governo britannico è sulla buona strada affinché l’impegno programmatico si concretizzi in toto, e una dimostrazione tangibile arriva dal report sullo stato di avanzamento pubblicato nelle ultime ore. Da cui emerge che a dicembre 2021 il numero complessivo di infermieri è pari a 327.90, rispetto ai 300.904 di settembre 2019. Soprattutto, che entro marzo 2024 ci saranno circa 351.000 infermieri impiegati a tempo pieno per fornire la migliore assistenza all’interno del Servizio sanitario nazionale, supportando gli operatori già presenti e colmando le lacune legate ai professionisti che si dimettono e ai pensionamenti negli anni a venire. Grande soddisfazione è stata espressa dal primo ministro, Boris Johnson: È incredibile constatare i progressi effettuati nell’ambito del documento programmatico. Allo stato attuale possiamo già contare su 27.000 infermieri in più dediti, quotidianamente, all’assistenza dei nostri pazienti.

Di più. Considerando gli operatori sanitari la spina dorsale del nostro Ssn, il primo ministro britannico spiega che il governo continuerà a fare tutto il possibile, tempo, per reclutare sempre più infermieri. Gli stessi che in Gran Bretagna sono in attesa di ricevere un aumento di stipendio nell’aprile 2022, dopo che è stata annunciata la conclusione del congelamento dei salari introdotto a novembre 2020, quando imperversava l’emergenza Covid. Quindi, le parole del ministro della Salute, Sajid Javid

Sono grato a tutti i nostri infermieri, che hanno dimostrato una dedizione fuori dal comune nell’affrontare l’emergenza pandemica

Il reclutamento dei 50.000 nuovi infermieri nel Regno Unito entro il 2024 avverrà guardando sia all’interno del territorio nazionale – dai laureandi ai laureati, dagli infermieri associati (il ruolo di infermiere associato è stato sviluppato in replica alle esigenze della forza lavoro e funge da collegamento tra gli operatori di supporto sanitario e gli infermieri registrati nei team sanitari) agli assistenti medici che si convertono in infermieri certificati e qualificati – sia oltreconfine. Preservando e supportando i professionisti già presenti.

UK: investire prima di tutto sulla formazione

Ad ogni modo, l’investimento più corposo si registra sulla formazione. L’emergenza sanitaria ed epidemiologia, infatti, ha fatto emergere in maniera preponderante come quella dell’infermiere rappresenti la professione del futuro. Così nel Regno Unito, a fine gennaio 2022, i candidati intenzionati ad iscriversi ai corsi di laurea in infermieristica sono aumentati del 34% rispetto al 2019, e tutti gli studenti ritenuti idonei potranno beneficiare di una borsa di studio del valore annuale minimo di 5.000 sterline, con un tetto massimo di 3.000 sterline in più, qualora si rendano disponibili a diventare infermieri pediatrici oppure a lavorare forti di determinate specializzazioni. Italia-Inghilterra, laddove nella prima continua a suonare l’allarme lanciato dalla Fnopi: rispetto alla media dei Paesi europei, e rimandando alla popolazione nel suo complesso, il nostro paese presenta un gap di -3,93 infermieri ogni 1.000 abitanti, (17esimo Rapporto Sanità del CREA) soprattutto rispetto al fabbisogno per le fasce più anziane (e in crescita) della popolazione, perché in Italia si registra un tasso molto inferiore alla media europea. C’è sempre più bisogno di infermieri e i dati, oggi, sono decisamente allarmanti.

Giornalista

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