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Maxitruffa case di riposo: 8 arresti, sequestrati 10 milioni

di Redazione

Sequestrati dalle Fiamme gialle 10 milioni di euro, 8 le persone arrestate e una con obbligo di dimora. Questo il primo bilancio della maxitruffa ai danni dello Stato ad opera di una società attiva nel settore delle case per anziani e comunità terapeutiche per minori, che avrebbe percepito illecitamente contributi pubblici per oltre 10 milioni di euro, presentando alle Aziende sanitarie rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture.

Udine, truffa da 10 milioni su residenze per anziani e minori

Maxitruffa sanità FVG: le fiamme gialle hanno arrestato 8 persone e sequestrato 10 milioni di euro

Non voglio commentare nulla, posso solo dire che stiamo facendo le verifiche del caso e pensiamo di costituirci parte civile.

È l'unica dichiarazione del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla notizia, diffusa dalla Guardia di finanza di Udine, della maxitruffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.

Sequestrati dalle Fiamme gialle 10 milioni di euro, 8 le persone arrestate e una con obbligo di dimora. Tra loro M.B., imprenditore del settore delle case di riposo, fondatore della società "Sereni orizzonti" che tra Italia, Germania e Spagna gestisce 5.900 posti letto in 30 case di riposo e 10 comunità per minori, per un fatturato di oltre 200 milioni di euro. Aveva ricoperto anche la funzione di consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e vicecoordinatore regionale di Forza Italia, fino al suo definitivo ritiro dalla politica nel 2018.

Secondo la Guardia di finanza di Udine, una società attiva nel settore delle case per anziani e comunità terapeutiche per minori, con sedi operative in tutto il territorio nazionale, avrebbe percepito illecitamente contributi pubblici per oltre 10 milioni di euro, presentando alle Aziende sanitarie rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture.

In particolare, le strutture operative della società - continua la nota della Finanza -, per massimizzare i profitti d'impresa, comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute.

Venivano rendicontate all'interno dell'assistenza socio-sanitaria, per esempio, quelle effettuate da personale non qualificato e impiegato nei servizi di pulizia e di cucina, e la documentazione che attestava attività realmente prestate era sistematicamente distrutta e/o occultata agli organi di vigilanza.

Altre volte, continua la nota, prestazioni mai rese ai propri degenti erano rendicontate con fatture false emesse da professionisti compiacenti. Il raggiro, secondo gli inquirenti e la Procura della Repubblica di Udine, colpiva quindi anche gli ospiti che, a fronte delle rette di degenza pagate, hanno ottenuto prestazioni assistenziali inferiori.

È stato ordinato, infine, il sequestro di beni e valori per oltre 10 milioni di euro, corrispondenti alle risorse pubbliche illecitamente percepite. Tuttavia conclude la nota, il procuratore Antonio De Nicolò e il sostituto Paola De Franceschi, hanno voluto salvaguardare la continuità dei servizi di cura e assistenza degli ospiti e i rapporti di lavoro degli addetti alle strutture.

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