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Ucraina

Oms: oltre 100 attacchi a strutture e servizi sanitari

di Massimo Canorro

È drammatico il bilancio dell’Oms dall’inizio del conflitto lo scorso 24 febbraio. Degli attuali 103 attacchi (che hanno causato 73 vittime e 51 feriti) 89 hanno colpito strutture sanitarie e 13 sono andati a segno contro i trasporti, incluse le ambulanze. Gli attacchi all’assistenza sanitaria coinvolgono anche il personale, i pazienti, le forniture, i magazzini. Il rappresentante dell’Oms in Ucraina, Jarno Habicht: Qui gli operatori sanitari rischiano la vita per servire chi necessita di servizi medici.

Oltre 100 attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina

Siamo indignati dal fatto che gli attacchi all’assistenza sanitaria continuino. Essi rappresentano una violazione del diritto umanitario internazionale, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. Parole alle quali hanno fatto seguito quelle di Hans Henri Marcel Paul Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, che solo pochi giorni fa ha ricordato: È un’ironia davvero triste che stiamo registrando questa pietra miliare di oltre 100 attacchi alla salute in Ucraina nella Giornata mondiale della salute.

Lo scorso 7 aprile, infatti, si è celebrato come ogni anno il World health day, ed è una data tutt’altro che casuale, considerando che dal 1950 questa giornata si festeggia il 7 aprile per ricordare proprio il giorno della fondazione dell’Oms, nel 1948. Tornando ai numeri più cupi della guerra in atto in Ucraina, degli attuali 103 attacchi, 89 hanno colpito strutture sanitarie e 13 sono andati a segno contro i trasporti (incluse le ambulanze) causando 73 vittime e 51 feriti. Un attacco all’assistenza sanitaria – che, è bene ricordarlo, colpisce anche il personale, i pazienti, le forniture, i magazzini – costituisce, illustra l’Oms, qualsiasi atto di violenza verbale o fisica o ostruzione o minaccia di violenza che interferisce con la disponibilità, l’accesso e l’erogazione di servizi sanitari curativi e/o preventivi.

I tipi di attacchi – ha destato particolare rabbia e orrore l’attacco all’ospedale pediatrico di Mariupol, con donne e bambini sotto le macerie – variano a seconda dei contesti e possono diversificarsi per violenza fisica, minacce psicosociali e intimidazioni all’utilizzo di armi pesanti contro le strutture sanitarie. Riprende Kluge: Sono stato personalmente colpito dalla resilienza e dalla forza d’animo degli operatori sanitari e del sistema sanitario ucraino. L’Oms ha lavorato per garantire che le linee di rifornimento rimangano aperte per consentire la salute e alle forniture mediche salvavita di raggiungere le città e i paesi a livello nazionale. Ma i continui attacchi alla salute rendono questo sforzo ancora più impegnativo.

Va da sé che l’impatto di tale violenza – che sta spingendo molti sanitari dall’Ucraina in Italia, dove possono esercitare la professione come prevede il Decreto-legge n. 21 del 2022 (“Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 marzo, e già le Regioni si sono attivate per la richiesta di personale sanitario ucraino – non è solamente immediato, nel numero di morti e feriti, ma anche a lunga gittata nelle conseguenze per l’intero sistema sanitario ucraino.

È un duro colpo per gli sforzi del paese di istituire riforme sanitarie e ottenere una copertura sanitaria universale, un obiettivo – ricorda l’Oms – su cui l’Ucraina aveva compiuto progressi significativi prima dello scoppio della guerra. E ancora, Jarno Habicht, rappresentante dell’Oms in Ucraina, spiega che in tutto il paese, 1.000 strutture sanitarie sono in prossimità di aree di conflitto o in aree di controllo modificate, sottolineando che qui gli operatori sanitari stanno rischiando la vita per servire chi ha bisogno di servizi medici e loro e i loro pazienti non devono mai essere presi di mira.

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