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Opi Firenze-Pistoia: istituire cabina di regia ad hoc

di Massimo Canorro

Tra contagi, sospensioni e licenziamenti, in Toscana la carenza di infermieri crea preoccupazione. Il presidente di Opi Firenze-Pistoia, Massai, si rivolge alla Regione: Occorre costituire una cabina di regia per trovare soluzioni condivise, assicurando sicurezza agli operatori e assistenza alle persone. La stessa richiesta è stata formulata dagli Opi Lombardia. Mentre l’Ordine di Sassari presenta un esposto in procura a tutela degli infermieri presi di mira sui social.

Toscana: urge tavolo per fornire sicurezza alla categoria

In Toscana, la situazione attuale sta diventando esplosiva per la categoria, tra contagi, sospensioni e licenziamenti

Urge un tavolo in grado di coinvolgere gli Ordini di categoria, i sindacati nonché i datori di lavoro per confrontarsi e trovare soluzioni condivise, a maggior ragione considerando che la situazione attuale sta diventando esplosiva. Questa la richiesta formulata alla Regione Toscana da Opi Firenze-Pistoia per voce del presidente Danilo Massai, nella piena convinzione della necessità di assicurare in tempi certi tanto la sicurezza degli operatori quanto l’assistenza alle persone. Allo stato attuale, infatti, le scelte degli infermieri no vax, sia dei sospesi dal servizio sia di chi si licenzia – in questo senso lo stesso Ordine aveva lanciato più di un appello a vaccinarsi – sommate al numero dei professionisti sanitari che contraggono il virus, impattano ogni giorno di più sul sistema sanitario nazionale e sull’assetto delle Rsa.

Una decina di giorni fa, attraverso una nota, l’Opi Firenze-Pistoia rammentava che gli infermieri, al pari di tutto il personale sanitario, possono effettuare la vaccinazione anti Covid senza fare la fila o prenotarsi poiché, in quanto categoria con obbligo vaccinale, hanno accesso diretto all’hub vaccinale. Ma gli appelli non bastano.

Chi rimane in servizio è costretto a turni massacranti per coprire le voragini che si sono formate all’interno dell’organico – illustra Massai – ragione per cui chiediamo che venga istituita una cabina di regia in assessorato alla Sanità. Ciò che interessa è che ci si attivi con estrema rapidità. È indispensabile stilare al più presto un elenco delle soluzioni condivise per gli operatori che ancora resistono, per gli ospiti delle Rsa, per le famiglie che si devono prendere carico dell’assistenza, per le attività di cura sospese, aggiunge il presidente di Opi Firenze-Pistoia, secondo il quale l’assessorato deve coinvolgere tutte le istituzioni in un percorso mirato a un fine comune: assicurare in tempi certi la sicurezza agli operatori e l’assistenza e la cura alle persone.

Tutela della categoria anche in Lombardia e in Sardegna

Ovviamente le problematiche sollevate non riguardano solo le regioni del centro o sud Italia. Prendiamo ad esempio la Lombardia dove, secondo la stima della Fnopi sui dati Ocse mancano oltre 9mila professionisti. Certo, il sistema sta reggendo, ma a quale costo e per quanto tempo? Da qui la richiesta degli Opi Lombardia, nei confronti della Regione, di fissare un incontro urgente con l’obiettivo di individuare strategie organizzative ed economiche che rendano nuovamente attrattivo (e rassicurino) il territorio. Un altro tema da non sottovalutare – seppur molti ritengano ci siano altre priorità – è quello delle violenze, anche psicologiche, nei confronti dei lavoratori del comparto. Infermieri in prima fila. Così, con un esposto alla procura contro i leoni da tastiera, l’Opi Sassari è sceso in campo. Abbiamo denunciato – riferisce il presidente dell’Ordine, Gianluca Chelo – per calunnia. È arrivato il momento di tutelare la nostra categoria. Ricordando altresì che da due anni gli infermieri sono ormai allo stremo delle forze. Continuano a fornire professionalità e dedizione in un contesto sempre più difficile. Oltretutto molti di loro hanno contratti precari e interinali.

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