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Rsa senza personale, 3mila anziani respinti

di Massimo Canorro

Nella regione governata da Luca Zaia ci sono migliaia di anziani che, pur avendo diritto di accedere alle Rsa e case di riposo, come indicano i loro certificati medici, vengono respinti dalle strutture per la carenza di personale. Il presidente di Uripa, Roberto Volpe: Sarebbe scorretto accettare tutti gli ospiti in assenza di un numero di operatori tale da assicurare l’erogazione dei servizi.

Veneto, Rsa a corto di personale

Sono trascorsi solo pochi giorni da quando i vertici dell’Usl 3 Serenissima hanno incontrato i sindacati. Focus: fare il punto sulle problematiche del sistema sanitario del Veneto. Sul tema, il responsabile sanità e funzione pubblica di Cisl Venezia, Dario De Rossi, ammette: Ci sono persone che avrebbero il diritto di accedere alle Rsa e case di riposo, ma non vengono accettate in quanto mancano infermieri, Oss e medici. Da una recente stima è emerso che nelle strutture sanitarie della regione governata da Luca Zaia c’è carenza di 2mila infermieri e 4mila operatori socio sanitari.

Una situazione che ha conseguenze dirette sulle possibilità delle famiglie e degli anziani, che (appunto) vengono respinti dalle strutture sanitarie. Ed è proprio lo stesso De Rossi a fare di conto: «All’interno di un centro diurno, di certo è sufficiente un numero inferiore di operatori, rispetto a quello necessario nelle case di riposo».

All’atto pratico, un anziano anche accede ad una struttura con l’impegnativa, infatti, ha diritto alla cura sanitaria e deve pagare unicamente la quota alberghiera, che oscilla tra i 1.600 e i 2.200 euro. Al contrario, la quota sanitaria non è appannaggio dell’ospite: si parla di 49 euro al giorno per l’assistenza residenziale di primo livello, di 56 euro per quello di secondo, di 92 euro per l’assistenza nei nuclei Alzheimer. Denaro che verrebbe risparmiato e potrebbe essere speso per l’inserimento degli anziani presso i centri diurni.

Case di riposo e Rsa a corto di infermieri. Già, sul fronte degli operatori sanitari da impiegare, la situazione è sempre più complessa. Il presidente dell’Unione regionale istituti per anziani, Roberto Volpe, non fa mistero di una situazione che definisce drammatica. Spiegando poi che ai corsi per Oss non si presenta più nessuno, poiché servono a formare professionalità non più appetibili. Chiudendo con un auspicio: Speriamo che venga prorogata la possibilità di assumere infermieri dai paesi stranieri.

Al momento, infatti, incalzano le nuove iniezioni di forza lavoro nelle case di riposo del centro-nord Italia. Proprio nel veronese più di una di queste strutture – le fondazioni “Giovanni Meritani”, “Villa Serena”, “Pia Opera Ciccarelli” di San Giovanni Lupatoto e l’Istituto Assistenza Anziani di Verona – ha deciso di correre ai ripari mirando al di là dell’oceano Atlantico. Così, all’interno dei quattro istituti citati, sono già arrivati infermieri provenienti dagli ospedali e dalle cliniche della Repubblica Dominicana e del Brasile. Ciononostante, continuano ad occorrere interventi strutturali in un Paese, l’Italia, che sta diventando sempre più vecchio.

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