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sanità privata

Cassazione: stop ai contratti pirata

di Massimo Canorro

Promossa da due lavoratori del Policlinico Italia con il supporto della Fp Cgil Roma e Lazio, l’azione legale per contrastare l’applicazione dei contratti pirata è giunta in Cassazione. La cui sentenza pone in discussione la prassi dei datori di lavoro. Basta accordi capestro, nel nuovo Ccnl si fornisca spazio e voce a chi il mondo del lavoro lo rappresenta davvero, la precisazione del sindacato.

Cassazione mette in discussione la prassi dei datori di lavoro

La Cassazione mette in discussione la prassi dei datori di lavoro, per contrastare l'applicazione del contratto pirata

Non solo tabellari più bassi e superminimi riassorbibili. Ma anche aumento dell’orario lavorativo e malattia pagata di meno, così come di meno sono le ore di riposo tra i vari turni e i giorni di ferie. E ancora, le indennità e le progressioni orizzontali di fatto inesistenti. Come riporta la Fp Cgil Roma e Lazio in una nota, quanto elencato rispecchia le condizioni dei lavoratori ai quali dal 2012 – dunque, da dieci anni – è applicato il contratto Rsa Aiop, firmato ricorrendo a organizzazioni sindacali non rappresentative del settore. Ed ecco che, promossa da due lavoratori della struttura Policlinico Italia a Roma – con il supporto della Fp Cgil Roma e Lazio –, l’azione legale per contrastare l’applicazione del contratto pirata è approdata in Cassazione che, mediante la sentenza, ha messo in discussione la prassi dei datori di lavoro (pertanto, ha indubbio valore anche nei loro confronti) di applicare contratti a ribasso, firmati con sindacati di comodo, risparmiando sul costo del lavoro e sui diritti, si legge ancora nel comunicato.

nel nuovo Ccnl si dia spazio e voce a chi il mondo del lavoro lo rappresenta davvero

Commenta la Fp Cgil Roma e Lazio: Hanno prima disatteso in modo unilaterale un contratto per poi applicarne uno peggiorativo. Oggi si ristabilisce una linea importante: i contratti vanno onorati, mentre quelli pirata non si applicano. Quindi viene rimarcato, con orgoglio, il coraggio e la perseveranza dei due lavoratori, e auspichiamo che questa meritata vittoria contribuisca al cambiamento di rotta da parte delle associazioni datoriali che sovente si avvalgono di sigle sindacali di comodo per fare i propri interessi a danno dei diritti dei lavoratori. Basta accordi capestro, nel nuovo Ccnl si dia spazio e voce a chi il mondo del lavoro lo rappresenta davvero.

21 dicembre: riprende il confronto Cgil, Cisl, Uil, Aiop e Aris

Permane, infine, la convinzione che per avere un buon accordo e superare le storture del contratto Rsa Aiop è necessario che, al tavolo negoziale, ci sia chi rappresenta la maggioranza dei lavoratori in un settore delicatissimo come quello dell’assistenza socio-sanitaria. Si tratta infatti di un argomento complessivo di rappresentanza, ed è centrale per la ripartenza dei servizi sanitari a livello nazionale. Occorre precisare che la sentenza giunge in un momento particolarmente delicato, a ridosso dell’apertura del tavolo per la discussione del Ccnl 2019/2021 del comparto: nella giornata di oggi, 21 dicembre, riprende infatti il confronto tra Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Aiop e Aris.

Ed esattamente una settimana fa la senatrice Barbara Guidolin (M5S), intervenuta al workshop organizzato da Uil Fpl, ha dichiarato: Stiamo lavorando su indennità specificità infermieristica, promozione salute professioni sanitarie e nuovo ruolo degli Oss. Nel corso del suo intervento, Guidolin ha argomentato in merito alla valorizzazione delle professioni sanitarie e dei profili socio-sanitari. Ritenendo che il futuro degli Oss debba basarsi su quattro pilastri cardine:

  • percorsi di formazione specialistica di base omogenei su scala nazionale per oltrepassare la frammentarietà della formazione ad oggi articolata su base regionale
  • formazione continua della figura professionale
  • revisione del suo mansionario che risale al 2001 e che ormai è obsoleto e non più aderente alla realtà
  • istituzione di un registro nazionale degli Oss

Senza dimenticare che occorre anche lavorare pensando a quei giovani intenzionati ad intraprendere una professione a vocazione sanitaria o sociosanitaria, prevedendo un percorso scolastico ad hoc.

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