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Sciopero infermieri e medici, De Palma: risposta epocale

di Redazione

La risposta, calorosa come non mai, da parte della piazza era quella che ci attendevamo, i numeri delle adesioni allo sciopero, dall'altra parte, confermano che i colleghi professionisti dell'assistenza hanno oggi una sola voce, quella che urla forte, come non mai, alle istituzioni e alla politica, che è arrivato il momento del cambiamento. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, dopo la giornata di sciopero di 24 ore che ha visto infermieri e medici scendere in piazza fianco a fianco per chiedere al governo di inserire maggiori sostegni economici nella legge di Bilancio.

Nursing Up, De Palma: è tempo di destinare risorse ad hoc agli infermieri

Infermieri e medici in piazza a Cagliari

Torna sulle ragioni dello sciopero del 5 dicembre Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, e lo fa sottolineando che in gioco non c'è solo il futuro di infermieri e ostetriche, ma soprattutto è la tutela della salute della collettività ad essere fortemente a rischio senza la valorizzazione di quei professionisti che con le loro competenze e le loro elevate responsabilità giocano da tempo un ruolo chiave in un sistema sanitario degno di tal nome.

Non possiamo continuare a perdere pezzi per strada – continua De Palma -: meno laureati, meno iscritti alle facoltà infermieristiche, sempre più giovani che fuggono all'estero, dimissioni volontarie dalla sanità pubblica e un esercito di professionisti destinati ad andare in pensione, insoddisfatti perché il Governo vuole tagliargli anche quel poco che hanno già maturato, e senza essere nemmeno rimpiazzati.

Lo sciopero si è dimostrato come il legittimo strumento per raccontare alla collettività il nostro disagio e per dimostrare alla politica il tempo delle pacche sulle spalle e degli elogi è bello che finito

Nessuno osi mettere le mani in tasca ai professionisti dell'assistenza - continua -, nessuno osi più mettere a rischio la nostra salute psico-fisica trasformandoci negli attori di un triste film già visto, dove la trama è drammaticamente la stessa: retribuzioni non alla pari con i colleghi europei, disorganizzazione, turni massacranti, in alcuni casi ferie che diventano un lontano ricordo, a discapito degli affetti familiari.

E poi il monito: È tempo, con il nuovo contratto alle porte, di destinare risorse ad hoc a infermieri, ostetriche e a tutti gli altri professionisti dell'area non medica. Di questo chiederemo conto anche al Comitato di Settore, che avrà la responsabilità di adottare la sua direttiva per il rinnovo.

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