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Attualità Infermieri

Sos case di riposo, ad Asti un infermiere per 95 pazienti

di Massimo Canorro

Il Nursind denuncia il preoccupante rapporto infermiere/pazienti all’interno della struttura Villa Cora di Costigliole d’Asti. Ma la situazione è critica in tutta Italia. In Liguria, Fp Cgil Imperia fa presente che i pochi professionisti sanitari presenti sul territorio vivono costantemente sulla precarietà. Sullo stesso tema Confindustria Sicilia ha chiesto un incontro immediato alla Regione.

Un solo infermiere per assistere 95 pazienti, l'allarme del Nursind

Un unico infermiere per assistere 95 pazienti (o anche di più). La denuncia arriva dal Nursind di Asti, che segnala quanto ha riscontrato all’interno della casa di riposo Villa Cora di Costigliole d’Asti. Ragione per cui, con l’obiettivo di tutelare sia i professionisti sanitari sia l’utenza interessata – in considerazione delle segnalazioni ricevute – il sindacato ha invitato una lettera alla direzione sanitaria di Villa Cora, alla commissione di vigilanza dell’Asl-At e all’Opi Asti per denunciare la carenza di personale infermieristico all’interno della struttura piemontese.

Spiega Gabriele Montana, segretario territoriale Nursind Asti: Il rapporto segnalato dai colleghi che lavorano nella casa preoccupa sia in termini di tutela per i pazienti sia di responsabilità per i professionisti sanitari. Mancanza di infermieri nelle case di riposo ma anche nelle Rsa. In quest’ultimo caso, a livello nazionale mancano all’appello il 26% degli infermieri, il 13% degli Oss e il 18% dei medici. Dati emersi dal quarto Rapporto Osservatorio Long Term Care Cergas Bocconi – Essity, che ha coinvolto un campione di 598 persone con età media di 37 anni, e 24 Rsa in tutta Italia.

Restando al nord – presso la Provincia autonoma di Trento, che guarda anche all’est Europa per risolvere la questione – la notizia che l’assessorato provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia di Stefania Segnana e l’Azienda Sanitario hanno in progetto di incrementare il numero di pazienti per infermiere (di fatto, riducendo il numero di infermieri) nelle Rsa ha fatto scattare l’allarme del comitato Rsa unite, in rappresentanza di numerosi familiari degli ospiti delle Rsa e delle Apsp (Aziende pubbliche di servizi alla persona) trentine.

Da parte sua, il comitato considera del tutto inadeguata ed ingiusta un’eventuale scelta al ribasso di questo basilare parametro, a maggior ragione in una già grave situazione emergenziale di pandemia da Covid-19 ancora da concludersi e in una situazione di costante deficit di personale infermieristico e alto turnover all’interno di tali strutture.

E ancora, in Liguria la Fp Cgil Imperia esprime particolare preoccupazione per la situazione di grave carenza organica dal punto di vista sanitario del territorio. Mancano infermieri – illustra il sindacato – le case di riposo e le Rsa sono ogni giorno impegnate nella ricerca di personale infermieristico difficile da reperire e non solamente a livello provinciale. I pochi infermieri presenti sul territorio vivono costantemente sul mercato e sulla precarietà.

Riscendendo lo stivale, l’Opi Firenze-Pistoia non usa mezzi termini: la carenza di operatori nelle residenze sanitarie assistenziali sta, giorno dopo giorno, peggiorando. E proseguire con risposte tampone non risolverà il problema. Dunque, l’ordine chiede di velocizzare la revisione del modello di Rsa: Devono essere inserite nelle reti dei servizi di comunità con ruoli diversi e con apertura al territorio, ed è necessario introdurre nuovi parametri economici per finanziare le strutture, adeguandole ad Ospedali di comunità in base alla tipologia di ospiti presenti.

Dalla Toscana alla Sicilia, dove il comparto sociosanitario di Confindustria Sicilia lancia un appello accorato alla Regione amministrata da Sebastiano Musumeci esprimendo la propria, completa disponibilità alla collaborazione su alcuni punti importanti, come la riorganizzazione dell’attività delle Rsa sul territorio siciliano e l’aggiornamento degli standard di personale. L’intero settore – fa notare il presidente del comparto Francesco Ruggeri – è in grave crisi, per evitare ripercussioni sui livelli occupazionali è fondamentale affrontare tali criticità. Ragione per cui Confindustria Sicilia ha chiesto un incontro immediato alla Regione per trovare una soluzione, non più rinviabile, al fine di poter continuare ad assicurare la cura dei pazienti più fragili e degli ospiti presenti nelle strutture.

Giornalista

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