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Attualità Infermieri

Sos infermieri: in Lombardia ne mancano 9500 unità

di Massimo Canorro

Lo scorso 7 marzo è stata approvata la delibera con cui la Regione recepisce il fabbisogno di personale di Ats, Asst e fondazioni Irccs pubbliche. Si tratta dei documenti indispensabili per poter procedere con le assunzioni per il 2022 e il 2023. Aiop Lombardia: Operatori dall’estero per tamponare l’emergenza, facendoli lavorare in deroga, e per il futuro incentivi economici alle nuove leve.

In Lombardia mancano almeno 9500 infermieri

Carenza di personale sanitario: gli infermieri sempre i più richiesti

Sos sanitari in Lombardia. L’allarme non riguarda esclusivamente gli infermieri – anche se nel loro caso risuona forte, considerando che ci sono realtà come Apromea (Associazione provinciale mantovana degli enti assistenziali) che sta investendo su operatori sanitari dal Perù – ma anche medici di base, specialisti e dirigenti.

Tutto ciò a fronte di fondi a disposizione per procedere con le assunzioni di personale. Il 7 marzo è stata approvata la delibera mediante cui Regione Lombardia recepisce il fabbisogno di personale di Ats, Asst e fondazioni Irccs pubbliche – dettagliando: Linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici (Poas) delle Agenzie di tutela della salute (Ats), delle Aziende sociosanitarie territoriali (Asst), delle Fondazioni istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) di diritto pubblico della Regione Lombardia e dell’Agenzia regionale emergenza e urgenza (Areu) –, documenti indispensabili per poter procedere con le assunzioni per il 2022 e il 2023.

Sulle fondamenta delle risorse già assegnate alle aziende con i bilanci preventivi, tali piani permettono di sostituire il personale sanitario che va in pensione, l’assunzione degli ultimi 600 infermieri di famiglia previsti dal Decreto-legge n. 34 del 2020 (“Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”), l’integrazione dell’organico delle terapie intensive e l’assunzione del personale per il recupero delle liste d’attesa.

Ad oggi i più richiesti rimangono gli infermieri: le associazioni di categoria stimano una carenza di circa 9500 operatori in Lombardia, un numero che sta ponendo in crisi la macchina sanitaria regionale tanto per il comparto pubblico tanto per quello privato.

Ai pensionamenti previsti si aggiungono le dimissioni – il 2021 è stato etichettato come l’anno delle grandi dimissioni, da cui i professionisti sanitari sono tutt’altro esclusi – che secondo uno studio Anaao sono aumentate del 2,5% in dieci anni in Lombardia ovvero personale che si muove da ospedali pubblici a privati oppure oltre i confini nazionali, per esempio in Svizzera (dove è caccia aperta agli infermieri italiani) o nel nord Europa (come in Norvegia). A peggiorare la situazione è che non ci sono, almeno per il momento, nuove leve sufficienti a ripianare le uscite.

Proseguendo con i numeri, e solo per fare alcuni esempi, per quanto concerne l’Asst dei Santi – dunque degli ospedali San Paolo e San Carlo – il fabbisogno di infermieri a livello teorico non muta nel triennio 2021-2023, ma ad ogni modo la struttura necessita di organico, considerando che la direzione sta tentando di assumere 160 infermieri per approdare alla quota ritenuta essenziale.

Invece, presso l’Asst Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda risulta per l’anno corrente un fabbisogno sovrastimato di infermieri, che potrebbe però corrispondere a contratti Covid a tempo determinati in scadenza (e qui subentra un altro tema assai delicato: la stabilizzazione dei precari Covid).

Secondo Aiop Lombardia la strategia per uscire dalla crisi a livello nazionale (in Italia mancano 63mila infermieri) è quella di tamponare l’emergenza favorendo l’ingresso di personale infermieristico da paesi terzi, facendoli lavorare in deroga (come sta avvenendo nel caso dei sanitari ucraini in fuga dalla guerra) e per il futuro stimolare le nuove generazioni a scegliere l’iter di formazione infermieristica, anche attraverso stimoli di natura economica.

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