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editoriale

Come onde di grano

di Monica Vaccaretti

Il grano ucraino è tornato sulle onde. Dopo essere germogliato, nonostante missili e macerie, tra acqua e sangue, sta lasciando la terra d’origine su navi che salpano da porti in armi. Grazie alla mediazione diplomatica della Turchia e con la garanzia delle Nazioni Unite, il grano destinato al resto del mondo, soprattutto quello povero, può finalmente raggiungere le sue destinazioni passando per lo Stretto dei Dardanelli. C’è grande bisogno di quei miliardi di chicchi per fare il pane, il Corno d’Africa non può soffrire ancora la fame. Gli accordi tra russi ed ucraini sul commercio del grano, che rischiava di rimanere a marcire nelle stive, hanno permesso di non aggiungere la piaga della carestia alle ferite della guerra.

Un’operazione umanitaria, non solo economica

Si tratta di un'operazione umanitaria, oltre che economica, fortemente voluta dall'Onu anche alla luce del fatto che dal 2016 è promotrice della United Nations Decade Of Action on Nutrition, la Decade Onu di azione sulla nutrizione. Sino al 2025 siamo dentro un decennio dedicato all'alimentazione attraverso la realizzazione di uno sforzo collettivo globale.

La Decade non è una iniziativa, né un programma né un progetto. Nasce, guidata dagli stati membri delle Nazioni Unite, come una sfida urgente ed importante di sviluppo sostenibile allo scopo di contrastare la fame e prevenire ogni forma di malnutrizione nel mondo. Nel documento dell'Agenda 2030, redatto nel corso della Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, si sono fissati gli obiettivi da raggiungere per aumentare gli investimenti in ambito nutrizionale ed attuare politiche per migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione globale.

La Decade Onu si prefigge di contrastare la malnutrizione per difetto, la carenza di micronutrienti, il sovrappeso e l'obesità e di ridurre il peso delle malattie non trasmissibili legate alla dieta in tutte le fasce di età. Si tratta di un'opportunità per realizzare un futuro più salutare, impattando sugli stili di vita e le abitudini alimentari con una visione collettiva e ad ampio raggio.

La visione della Decade è quella di un mondo dove tutti gli attori coinvolti nella nutrizione coordinano le azioni e rafforzano la loro collaborazione perché tutti, indipendentemente dall'età, abbiano accesso a diete salutari, variate, economicamente accessibili e sicure. Nella Decade sono coinvolti FAO, OMS, UNICEF, WFP e IFAD.

Si promuove il dialogo politico a tutti i livelli. Si sviluppano strumenti per supportare l'avvio di programmi, politiche, collaborazioni ed investimenti. Si monitorano i progressi fatti sul raggiungimento degli obiettivi globali e degli impegni presi da ogni Paese relativi alle azioni sulla nutrizione. Anche la società civile, oltre alle organizzazioni internazionali e governative, è chiamata ad implementare, con azioni a livello nazionale, il programma di lavoro della Decade.

Inclusività, continuità e collaborazione sono fortemente indispensabili per costruire questo processo fatto di sei pilastri identificati dalla Conferenza Internazionale:

  1. Sistemi alimentari sostenibili per diete salutari
  2. Sistemi sanitari allineati che garantiscano la copertura universale delle azioni essenziali sulla nutrizione
  3. Protezione sociale ed educazione nutrizionale
  4. Scambi commerciali e investimenti per migliorare la nutrizione
  5. Creare ambienti favorevoli per i sistemi alimentari locali, favorendo anche l'allattamento al seno
  6. Rivedere, rafforzare e promuovere la governance in ambito nutrizione

Le azioni da definire, intraprendere, monitorare e raggiungere devono essere specifiche, misurabili, accessibili e rilevanti. Devono essere temporizzate. È l'acronimo SMART: specific, misurable, achievable, relevant and time-bound.

L'accordo Onu, firmato separatamente ad Istanbul da Kiev e Mosca, anche se non diretto tra le due parti può essere letto sotto questa visione di decennale prospettiva. Evitare l'incubo della fame nel mondo non è retorica e propaganda, ma un imperativo umano. I corridoi sicuri da Odessa e dintorni sotto controllo ucraino permetteranno di consegnare il prezioso cereale, che ha il colore del sole e il valore dell'oro, ai mercati globali. Secondo Guteress, Segretario Generale delle Nazioni Unite, l'intesa è un faro nel Mar Nero e permetterà anche di stabilizzare i prezzi degli alimenti.

L'esportazione via mare di milioni di tonnellate di grano è una stretta di mano sotto l'egida dell'Onu e la Turchia come garante. Mi piace pensare che lo si è fatto, anche senza guardarsi in faccia tanto gli Stati sono ancora in conflitto, in nome dell'uomo per l'uomo. Il grano è sbloccato, che gli sia buon vento. La comunità internazionale si auspica che sia un primo passo verso la pace, uno spiraglio dopo cinque mesi di guerra. Certamente il primo effetto dell'Intesa sarà ridurre significativamente il rischio di una crisi alimentare globale, già aggravata in maniera drammatica dalla siccità.

L'estensione dell'export ucraino di mais e frumento è mondiale. Non c'è continente abitato che non sia toccato da questo oro in bocca. Se alimentarsi significa mangiare, nutrirsi vuol dire assumere nutrienti ed assimilare le proprietà nutrizionali di ciascun cibo garantendo all'organismo l'apporto di determinate sostanze necessarie a stare bene.

Il grano sulle onde del mare permette quindi non soltanto di riempire pance vuote, ma di garantire un fabbisogno di salute. Tra nutrizione intesa come scienza ed alimentazione considerata un comportamento corretto, il grano come chicco e spiga si pone nel mezzo. Che sia duro o tenero, il germe del cereale che sfama resta sepolto sottoterra sino a primavera prima di germogliare. Simboleggia, sin dall'antichità, il ciclo delle rinascite. La spiga, già tra gli egizi, è il simbolo dell'abbondanza, della fertilità. Della vita che è un soffio. Le piantine che spuntano dai campi e prendono il mare sono la farina del mondo, come lo è il sale del mare. Che le onde di grano, sulle pianure ucraine e sui mari, siano un auspicio di un'umanità ritrovata, anche se sotto bandiere e trattati.

Infermiere

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