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editoriale

La fake news della Fnopi sul RIISE

di Pietro Caputo

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) in data 22 novembre 2018 ha inviato una nota agli ordini provinciali - successivamente pubblicata sul sito dell’ente – con la quale ha inteso prendere una posizione sul RIISE. Peccato che si tratti di una posizione zoppa in partenza, perché non informarsi su un argomento prima di scriverne, bene o male che sia, produce un unico, inevitabile e gravissimo risultato: una fake news.

Certificazione professionale: Fnopi e la genesi di una fake news

Non si è presa la briga di contattare i diretti interessati dell’iniziativa prima di scrivere una nota di distacco dal progetto RIISE - Registro Italiano degli infermieri specialisti e degli infermieri esperti, la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli.

Piuttosto ha scelto di seguire chi ha seminato scredito e sospetto, senza ricordarsi che tra le frecce al suo arco ha senz’altro (in quanto infermiera) la capacità di problem solving.

Sorvolando sulle illazioni di natura politica che svettano tra le prime righe della nota diffusa dalla Fnopi (per le quali - tra le altre - Nurse24.it ha avviato le procedure di valutazione del reato di diffamazione), grave, gravissimo è il risultato che è stato prodotto: una fake news che danneggia solo la nostra azienda.

Una fake news con più aggravanti

Oltre a non contattare i diretti interessati dell’iniziativa (nonostante i recapiti fossero facilmente reperibili) – gli unici dai quali avrebbe potuto attingere informazioni reali sull’argomento – ha cancellato in poche righe parte del lavoro fatto da alcune tra le storiche associazioni infermieristiche.

Va da sé che impostare tutta la dissertazione intorno al RIISE – che non si è mai arrogato il diritto né di definirsi “albo”, né tantomeno quello di ergersi a certificatore professionale - proprio sul concetto di “certificazione professionale” fa crollare in partenza tutto il castello.

Lusingati da tanta attenzione, non riteniamo di meritare tutto questo clamore. Siamo pronti a dividerlo, ad esempio, anche con altre aziende private che, dal canto loro, stanno sperimentando App di connessione tra infermieri e cittadino, senza intermediari. Chi certifica le competenze di questi infermieri? Non sono anche questi dati di rilevanza sociale? Curioso che la Fnopi non abbia sentenziato anche su questo

Ben venga la volontà della stessa Fnopi di integrare l'Albo nazionale inserendo i titoli di specializzazione; daremo il giusto spazio alla notizia sul nostro giornale, come abbiamo sempre fatto (altro elemento che la presidente sembra dimenticare).

Molto meno edificante l'atteggiamento sprezzante nei confronti dell'unica azienda italiana (con buona pace di chi ancora guarda oltralpe) che si occupa di giornalismo infermieristico da parte di chi, per mandato, dovrebbe incarnare i principi di proattività e positività professionale, politica e mediatica.

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