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Fotografare i morti: Patrik Budenz pubblica "Post Mortem"

di Rosario Scotto di Vetta

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Non sono immagini tratte da una serie Tv americana come CSI. Vi è una netta differenza tra cinema e realtà: possiamo anche vedere decine di persone massacrate in un film, ma osservare un corpo privo di vita mette inevitabilmente i brividi a chiunque. Patrik Budenz ha fatto della morte un argomento affascinante. Il fotografo ha recentemente pubblicato una serie di scatti intitolati “Post Mortem” insieme a una curiosa e stimolante domanda: “Cosa succede al nostro corpo quando non ne abbiamo più bisogno?”  

Fino al 19° secolo la morte era un evento frequente nella vita quotidiana di una famiglia e quindi non poteva essere negata. Quasi sempre la gente moriva in casa ed era compito dei parenti prendersi cura del corpo, lavarlo, coprirlo. Con l’industrializzazione, lo sviluppo delle metropoli e della medicina moderna, il tasso di mortalità  è diminuito drasticamente. Gli anziani, sempre più, vengono trasferiti negli ospedali o nelle case di cura molto prima della loro morte. E così l’idea della morte stessa diventa sempre più insostenibile e lontana per la maggior parte delle persone.

Nel caso in cui qualcuno ancora muore in casa propria, il corpo senza vita è spostato immediatamente, viene portato via da impresari delle pompe funebri che ne preparano anche la sepoltura. Ma cosa succede al cadavere nel momento in cui viene affidato alle cure di professionisti e la sepoltura? Il fotografo è riuscito a immortalare corpi privi di vita con compassione e rispetto avvicinando tutti noi verso un destino inevitabile. Questa serie fotografica documenta il percorso di un cadavere nel suo ultimo viaggio rivelando ciò che è nascosto alla società moderna. “Celle frigorifere, magazzini, patologia, laboratori scientifici, pompe funebri, forni crematori e cimiteri.”

La morte è un evenienza frequente  in ambito ospedaliero e tanti professionisti sanitari, come gli Infermieri,  ogni giorno hanno davanti ai loro occhi cadaveri da “assistere” praticando cure post-mortem (vedi articolo). Davanti alla morte non ci si abitua mai! Per ammirare l'opera fotografica completa visitate il sito www.grauwerk.de

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