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Editoriale

La Relazione: uno Strumento Assistenziale

di Roberto Petrini

Per creare un rapporto significativo tra Infermiere e Paziente occorre valutare i segnali e la comunicazione all'interno dell'interazione in atto e cercare di modificare il nostro comportamento secondo un processo dinamico reciproco.

Un legame significativo dove regnano aspettative di fiducia e di reciproca lealtà

Relazione

Se pensiamo che tutte le persone abbiano lo stesso valore e quindi le pensiamo uguali a noi potremo dar vita a relazioni paritetiche dove possiamo anche esprimerci con una battuta rispettosa di noi e dell’altro (un ridere con… mai un ridere di…) diviene un tramite per concretizzare delle relazioni vere e spontanee.

Se siamo "afflitti" da quello che Flaiano simpaticamente definiva “Complesso di Uguaglianza” pensiamo agli altri come aventi pari valore; avremo che il dirigente vale quanto il paziente in stato comatoso, il primario quanto la donna delle pulizie. Se i nostri valori di riferimento sono di uguaglianza e rispetto, il nostro comportamento sarà improntato a dar corso a relazioni paritetiche dove decadono le gerarchie.

Il sistema collaborativo è attivato dalla percezione di obiettivi che appaiono ai due o più individui interagenti come meglio perseguibili attraverso uno sforzo congiunto. Quindi la meta è il conseguimento di un obiettivo comune, perché la collaborazione permette un’efficienza superiore all’impegno scoordinato dei singoli.

Agire su un piano paritetico – collaborativo e percepirsi come due pari in collaborazione in vista di un obiettivo comune aumenta anche le nostre capacità metacognitive; il nostro funzionamento mentale sarà più flessibile e articolato rispetto a quello per esempio che si ha nelle relazioni fondate sulla gerarchia (SvaM Carcione et al., 1997; Lysaker et al., 2005; Semerari et al., 2003; Semerari et al., 2005).

Per passare all’agire cooperativo, si deve creare un periodo intermedio, dove emergano tolleranza e fiducia; si può così concretizzare così quella che Tomassello chiama una interdipendenza reciprocamente riconosciuta cioè nel momento in cui ti aiuto a raggiungere i tuoi obiettivi, sto, di fatto, aiutando anche me, infatti, il successo nel tuo ruolo è fondamentale per il nostro successo d’insieme.

Relazioni improntate alla pariteticità e alla collaborazione creano un clima emotivo migliore rispetto per esempio a relazioni che funzionano in modo agonistico, avremo una prevalenza di emozioni come gioia, fiducia reciproca, lealtà.

Funzionare in modo collaborativo significa tendere al raggiungimento di un obiettivo percepito come comune, senza riferimento a relazioni di dominanza; per far ciò bisogna riconoscere nell’altro somiglianza d’intenzionalità o meglio instaurare una situazione d’intenzionalità condivisa, cioè creare insieme, intenzioni e impegni congiunti (Michael Tommassello, 2009).

Infermiere,Psicologo

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