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Ranitidina, Aifa blocca altri lotti per impurità cancerogene

di Redazione

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di medicinali contenenti il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD - India. Il motivo è la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani). Con aggiornamento del 23 settembre, AIFA ha disposto in via precauzionale il divieto di utilizzo di oltre 500 lotti di vari farmaci contenenti lo stesso principio attivo.

Farmaci contenenti ranitidina bloccati in via precauzionale dall'AIFA

Altri farmaci contenenti ranitidina sottoposti a divieto d'uso in via precauzionale. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dopo il ritiro annunciato venerdì 20 settembre di tutti i lotti di medicinali contenenti ranitidina prodotti dall'azienda indiana Saraca Laboratoires a causa della presenza di un'impurità potenzialmente cancerogena, ha aggiornato l'elenco di prodotti di cui è vietato l'uso in attesa che vengano analizzati: oltre 500 farmaci prodotti in altri siti, inclusi alcuni lotti di

  • Zantac*
  • Ranidil*
  • Buscopan* nella versione antiacido

Cos'è la ranitidina

La ranitidina appartiene a una classe di medicinali conosciuti come antagonisti del recettore dell'istamina H2, che bloccando i recettori dell’istamina nello stomaco ne riducono la produzione di acido gastrico.

La NDMA è una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali. È inoltre presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. È classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo sulla base di studi condotti su animali. Non ci si attende che causi danni quando ingerita in quantità molto basse.

Per i pazienti trattati con i medicinali a base di ranitidina - comunica l'AIFA - la terapia può essere sostituita con un trattamento alternativo autorizzato per le stesse indicazioni.

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