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Giornata contro violenza sulle donne: la rete d'aiuto degli infermieri

di Redazione

È evidente il senso di solidarietà e di vicinanza che gli oltre 430mila infermieri presenti in Italia manifestano in questa giornata alle donne vittime di violenza. Ma lo è altrettanto il messaggio di sostegno reale, diretto, di aiuto che i nostri professionisti rinnovano ogni giorno con il loro operato.

Giornata contro la violenza sulle donne

Le parole di Barbara Mangiacavalli

La violenza contro le donne si combatte anche con l'assistenza costante e l'educazione. Che tuttavia – ed è anche questo il messaggio che gli infermieri vogliono lanciare – non deve essere mirata solo alla donna che ha subito violenza, ma anche all’uomo “maltrattante”.

Leggi, regolamenti, la comunità nazionale e internazionale hanno concentrato quasi sempre la loro attenzione – a ragione - sulle donne maltrattate. Ma chi si “prende cura” degli uomini che le maltrattano?

Oggi gli uomini – pochi purtroppo - che si rendono conto di aver bisogno di aiuto per allontanarsi dalla violenza partecipano spesso a programmi di centri e associazioni, ma si dovrebbe andare oltre, alle radici di questi atti. Molti uomini non sanno dove andare per cercare aiuto ed è necessario aiutarli a diventare consapevoli delle loro azioni e ad assumersi le loro responsabilità.

L’obiettivo con gli uomini maltrattanti deve essere quello di eliminare la scintilla della violenza maschile sulle donne con programmi rivolti ai maltrattanti, il miglioramento della sicurezza delle vittime della violenza e l’impegno nel promuovere il cambiamento sociale

Esistono già centri di ascolto per i maltrattanti, ma il problema è far assumere loro la consapevolezza di esserlo, accendere dentro di loro il desiderio di cambiare. La recidiva degli autori di violenza è altissima: più di otto uomini su dieci rischiano di tornare a commettere gli stessi reati, se non interviene qualcosa o qualcuno a fermarli, se non sono assistiti, se non si rivolgono a un servizio o un centro di ascolto. Se non parlano con qualcuno che sappia ascoltarli.

Il lavoro di tutela e di sostegno per le vittime di violenza può essere considerato una conquista: ora dovrebbe esserlo anche quello che, alla radice e secondo i canoni della prevenzione, metta in condizione il maltrattante di interrompere la sua violenza.

E in questo gli infermieri possono essere ancora una volta in prima linea. Possono fare da “ponte” tra il maltrattante e i centri di ascolto, possono educare, aiutare, stimolare la comprensione.

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