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editoriale

Infermiera volontaria? No, crocerossina

di Carlo Leardi

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REDAZIONE. Esercitare la Professione Infermieristica senza aver conseguito la Laurea. Esercitarla senza nemmeno essere iscritti all'Ipasvi. Accade in Italia ed è permesso dalla legge. Vediamo come e perchè. Partiamo dal Decreto Ministeriale n° 739/94 che individua l’infermiere quale responsabile dell’assistenza infermieristica precisando la natura dei suoi interventi, le sue competenze, le aree della formazione specialistica.

 

Dal citato Decreto, la nostra emerge come professione intellettuale ed il professionista infermiere viene ritenuto in grado di svolgere il proprio operato in piena autonomia e sotto la propria responsabilità, avendo acquisito di fatto determinate competenze derivanti dalla sua preparazione.

 

In Italia vige altresì l’obbligo di iscrizione ad albo professionale per poter esercitare la professione infermieristica. Come qualunque altro professionista, anche l’infermiere può decidere di prestare la propria opera in qualità di volontario, ma quando si parla di infermiere volontario, il pensiero corre (in maniera errata) alle crocerossine.

 

La Legge 108 del 3 Agosto 2009 articolo 3 comma 10 stabilisce che "Il personale in possesso del diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, equivalente all'attestato di qualifica di operatore socio-sanitario specializzato, esclusivamente nell'ambito dei servizi resi, nell'assolvimento dei compiti propri, per le Forze armate e la Croce Rossa Italiana, è abilitato a prestare servizio di emergenza e assistenza sanitaria con le funzioni e le attività proprie della professione infermieristica".

 

Questa legge, appare paradossale ad un qualsiasi infermiere, poiché non fa altro che autorizzare una figura con qualifica nettamente inferiore a svolgere una professione per la quale è richiesta una laurea nonché l’iscrizione ad un albo professionale. 

 

Anche se in realtà la legge fa riferimento a situazioni di emergenza, non si capisce come si possa permettere a qualcuno di esercitare la professione di infermiere. Infatti, ragionando per assurdo, si potrebbe anche pensare di permettere a persone prive della laurea in medicina e della relativa iscrizione all’Ordine dei Medici, dopo un corso di due anni, di esercitare la professione del medico esclusivamente in situazioni di emergenza. Si provi solo ad immaginare quale potrebbe essere la reazione dei professionisti interessati da un tale provvedimento.

 

La rabbia degli infermieri però aumenta oltremodo quando si vedono “privati” della loro professione anche in ambiti ben diversi dall’ emergenza. Infatti, navigando in rete, è possibile reperire facilmente indirizzi di ambulatori infermieristici gestiti da crocerossine alcune volte con tanto di tariffario allegato. A questo punto viene meno il presupposto del prestare la propria opera esclusivamente nell’ emergenza, poiché tali strutture operano tranquillamente nella società civile offrendo prestazioni infermieristiche

 

Come facevamo notare in precedenza, inoltre, il diploma (e quindi non assolutamente una laurea) di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, è per legge equivalente all’ attestato di qualifica di operatore socio sanitario specializzato (i cosiddetti “super Oss) il quale può prestare la propria opera solo ed esclusivamente sotto responsabilità di un professionista infermiere. Se anche vi fosse un infermiere presente in uno degli ambulatori su citati, il solo fatto che esista un tariffario, fa venir meno la condizione di “volontarietà” delle crocerossine, poiché percependo compensi non potrebbero essere assolutamente inquadrate come volontarie.

 

Tutto ciò va comunque a discapito di quelle migliaia di infermieri laureati e disoccupati, che trovano ulteriori difficoltà anche quando cercano di inserirsi nel mondo del lavoro come liberi professionisti aprendo magari studi professionali.

 

Ciò che ci si augura è che venga fatta chiarezza su di una situazione che, come abbiamo potuto notare, presenta diversi paradossi, poiché non vogliamo né che si generino antipatie verso una istituzione di vitale importanza quale è la Croce Rossa Italiana, né tantomeno vogliamo che ci si possa fregiare del titolo di infermiere senza aver conseguito una laurea con tutti i sacrifici annessi e connessi prestando tra l’altro servizi con le funzioni proprie della professione infermieristica nell’emergenza o al di fuori di essa. 

Infermiere

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