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Infermieri Forze Armate

L’Infermiere della Marina Militare

di Redazione

Gli Infermieri della Marina Militare sono tra i colleghi più preparati in assoluto e con specifiche competenze avanzate. Al loro interno vi sono Infermieri Ufficiali e Infermieri Sottufficiali. Fanno capo alla Sanità Militare Marittima e sono più di 500 in Italia.

In un incontro tenutosi a Roma nella primavera del 2016, alla presenza dei massimi rappresentanti degli Infermieri militari e della Polizia, si è discusso dei problemi che affliggono da tempo il settore e su progetti di rilancio futuro. Ciò che è emerso da quell’appuntamento, organizzato dalla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, è che gli Infermieri della Marina Militare godono di un riconoscimento e di una formazione post-base senza eguali. La relazione di Paolo Carbonaro, capo prima classe Infermiere, è stata emblematica.

L’Infermiere di Marina Militare: un Infermiere speciale

Soccorsi della Marina Militare

Gli Infermieri della Marina, si è detto nel corso del convegno sul tema “L'infermiere nelle Forze Armate e di Polizia uno sguardo al passato, una riflessione sul presente e una considerazione sul futuro”, si occupano essenzialmente di:

  1. assistenza sanitaria ed infermieristica a bordo delle navi e presso i comandi a terra (basi navali); coordinare la cosiddetta “Componente Sanitaria” in qualità di Capo (in assenza del medico ufficiale) o di Componente (membro dell’équipe);
  2. attività preventive (ovvero educazione sanitaria, campionamento e verifica conformità acque, rispetto delle regole igienico-sanitarie, supervisione e profilassi delle infezioni derivanti dall’alimentazione, applicazioni dei protocolli per vaccini, supporto psicologico, sanificazione e disinfestazione);
  3. attività curative (terapia e gestione dei protocolli nella normalità e in caso di emergenza/urgenza);
  4. compiti medico-legali; gestione logistica ed amministrativa.

Come è gestita la Sanità Militare Marittima?

Secondo un organico e un ordine gerarchico per definito che comprende:

  1. 200 Ufficiali (medici, farmacisti, odontoiatri, biologi, veterinari, psicologi, infermieri e tecnici), che dipendono direttamente dall’Ispettorato Sanità della M.M.;
  2. 500 Marescialli (infermieri e tecnici), gestiti dal Maripers Roma – Ministero della Difesa, sotto la supervisione dell’Ispettorato Sanità della Marina Militare.

Dove vengono formati i professionisti sanitari della Marina Militare?

Presso l’Accademia Navale di Livorno opera il Dipartimento del Corpo Sanitario (formazione degli Ufficiali dei R.N. e R.S.) sotto l'egida dell'Università degli studi di Pisa; presso la Scuola Marescialli della M.M. di Taranto vengono formati gli Infermieri dei Corsi Normali sotto l'egida dell'Università degli studi di Bari.

Fondamenti dell’Infermieristica Militare in Marina

Basa le sue fondamenta sull’esperienza maturata dal personale sanitario – ha spiegato Carbonaro - in missioni fuori area ed in teatri bellici in uno spettro di situazioni operative sempre più complesse e rischiose, quali quelle che si delineano dopo l’11 settembre 2001. Gli Allievi Marescialli Infermieri della Marina Militare Italiana prima di essere impiegati a bordo delle Unità Navali frequentano il corso teorico-pratico di Medicina di Combattimento (CMC). La struttura del corso è improntata sulla fisionomia di corsi internazionali simili, organizzati da altri Paesi NATO. Le capacità sanitarie militari sono codificate in ambito NATO su livelli di assistenza con risorse e capacità progressivamente maggiori. Ogni livello incrementa con servizi supplementari il precedente. L’assistenza viene espletata dal luogo di ferimento alla struttura più complessa. I livelli assumono il nome di ROLES:

  1. ROLE 1 - Sono strutture collegate alla linea di fronte, estremamente mobili per seguire le operazioni, denominati Battalion Aid Station (veicoli o tende in cui è presente un ufficiale medico e personale infermieristico); tutte le classi di Unità Navali provviste di medico o di Maresciallo infermiere (Fregate, Incrociatori, Rifornitrici di Squadra, Navi da Sbarco);
  2. ROLE 4 - (1, 2, 3), Chirurgia specialistica inclusa la chirurgia ricostruttiva, Terapia intensiva, Riabilitazione, Laboratorio e diagnostica avanzata, Capacità espansa di ricovero, Evacuazione.

Per gli Infermieri della Marina è prevista formazione nei seguenti ambiti:

  1. Combat Casualty Care: emergenza/urgenza in teatri bellici impartita da istruttori anfibi specializzati, per la gestione del personale subalterno ed il coordinamento del soccorso in situazioni di “distress”;
  2. Combat Nurse: nozioni di carattere sanitario ed assistenziale vengono affiancate a norme di comportamento, di sopravvivenza, di protezione da forze nemiche; ambito d’azione: più ampio della controparte civile - B.L.S.D., il P.T.C. e l’A.L.S. punto di partenza. Profilo Combat Nurse: pianificazione di strategie di difesa passiva, leadership nel trattamento dei traumi più frequenti negli scenari bellici (ferite d’arma da fuoco, PNX, amputazioni, ecc.), organizzazione e delineamento topografico del percorso di trasporto manuale dei feriti, al fine di ottimizzare il “triage” bellico diurno e notturno;
  3. Triage militare: la missione ha priorità maggiore (l’evacuazione immediata può non essere un’opzione fattibile, determinandosi così la necessità di un trattamento di supporto di lunga durata col fine ultimo di risparmiare vite umane).

L’Infermiere della Marina Militare deve essere continuamente in allerta per:

  1. maxi-emergenze a bordo: la maggior parte delle UU.NN. della Marina Militare dispone di sovra-strutture per l’appontaggio di mezzi aerei/elicotteri e di un hangar per il loro ricovero; il ponte è la cosiddetta “landing zone”. Il rischio di incidente nella fase di appontaggio e di decollo del mezzo aereo/elicottero è maggiore rispetto all’atterraggio/decollo effettuati in una comune pista aerea; spazi ridotti, movimenti di rollio e beccheggio dovuti al moto ondoso sono i motivi per i quali tali attività devono essere sempre supervisionate dall’Infermiere di Bordo, che, in posizione di sicurezza, è pronto a prestare il primo soccorso in caso di crash sul ponte (schianto) del velivolo;
  2. operazioni subacquee e nell’emergenza “uomo in mare”: valutazione delle idoneità pre-immersione e assistenza sanitaria in tutte le operazioni sott’acqua;
  3. abbandono nave per naufragio o frigerazione acuta: ogni membro dell'equipaggio deve sapere quale posizione deve assumere e quali indumenti deve vestire prima dell’abbandono dell’unità navale;
  4. salvaguardia della vita in mare: l’immigrazione clandestina ha spesso determinato la necessità di doversi adoperare con vere e proprie operazioni di salvataggio, sia a causa delle condizioni sanitarie in cui versano i cittadini extracomunitari che tentano di introdursi in Europa, sia a causa della precarietà dei mezzi utilizzati.

Il profilo psicologico dell’Infermiere della Marina

L’Infermiere di Marina è un professionista sottoposto a stress importanti – ha concluso Carbonaro durante il suo intervento a Roma - spesso prolungati nel tempo che richiedono la presenza di una solida motivazione, un buon grado di autostima, di disciplina, di autocontrollo, nonché di una realistica valutazione delle proprie capacità. Questi sono alcuni dei requisiti per intraprendere al meglio tale professione. Deve essere in grado di riconoscere negli altri i primi segni di esaurimento fisico e mentale al fine di prevenire l’instaurarsi di condizioni di stress patologico.

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