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editoriale

Noi Infermieri siamo con il Papa, contro la guerra!

di Fabio Albano

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GENOVA. Noi Infermieri, tutti, ci sentiamo estremamente vicino a Papa Francesco nelle sue parole per la pace, contro la guerra!

Molti sono i motivi che ci spingono verso questa comunione di intenti con Bergoglio, il nostro Codice Deontologico è impregnato di concetti che tendono verso la soddisfazione del bisogno di salute e quindi di pace. Persino verso la morte abbiamo un atteggiamento teso alla serenità. Per Noi il concetto di morte è un concetto di fine vita, inteso come evento ineluttabile, doloroso ma naturale. Come Florence Nightingale ha saputo dimostrare, Noi Infermieri siamo capaci di curare, anche, i feriti di guerra, ma non per questo la condividiamo.

 

 

"Finisca il rumore delle armi". Come non condividere questa semplice frase del Pontefice, parole universali che toccano il cuore di ognuno di Noi! Rigettiamo qualsiasi tentativo di giustificare le Guerre, per Noi non esistono Guerre buone o Guerre sante, per Noi le guerre chirurgiche sono esclusivamente le difficoltà nelle procedure chirurgiche all'interno dell Nostre sale operatorie.

 

"Lavoriamo per la pace,diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconcializione e di pace", un concetto talmente tanto semplice da sembrare banale, ma tutt'altro!! Noi siamo preoccupati per ogni persona coinvolta nei molti focolai di Guerra sparsi per il Mondo, per Noi la Sofferenza e la Morte non hanno colore, cultura, lingua, confessione, credo. Non concepiamo la Guerra come "mezzo" per riportare la PACE.

 

Noi Infermieri italiani, abbracciamo, idealmente, le parole del Papa, come siamo disposti ad abbracciare le parole di CHIUNQUE sia pronto a spendersi per la PACE NEL MONDO. Non ne facciamo una questione di FEDE, di colore, di appartenenza politica o partitica. Ci schieriamo con tutti quelli che credono nel dialogo e nella diplomazia come unici sistemi per riportare la pace e la serenità laddove sono assenti. Per Noi hanno lo stesso valore i BAMBINI del Darfour quanto quelli della Siria, i BAMBINI dell'Etiopia come quelli di ogni altra parte del Mondo.

 

Noi non vogliamo la Guerra, vogliamo che i soldi di noi cittadini vengano utilizzati per migliorare il Paese, vogliamo più infrastrutture, più ricerca, più spesa nel sociale.... tutto meno che investimenti bellici.

 

Non vogliamo vedere i nostri figli morire per un pugno di euro in più così come non vogliamo più vedere cimiteri di guerra.

 

Chiediamo a gran voce  che sia fatto ogni sforzo per evitare la guerra in Siria. Chiediamo alla U.E. la capacità di farsi portatrice di parole e concetti di pace. Non accettiamo rinunce a priori sulla via della pace!

 

Per fare ciò NOI DELLA REDAZIONE DI NURSE 24 chiediamo ai nostri Presidenti provinciali di Collegio e alla Presidentessa nazionale Sen. SILVESTRO  di far sentire, ai due rami parlamentari, al Nostro Governo, alla Nazione intera il nostro desiderio di pace, facendosi promotori di iniziative in tal senso. Chiediamo Loro di superare eventuali barriere mentali ed ideologiche nel tentativo di portare il Nostro contributo per la Pace.

 

Ricordiamo, dalle "pagine" del  "NOSTRO QUOTIDIANO", nostro di Noi Infermieri, ai Nostri massimi rappresentanti che la nostra professione e tesa verso sentimenti universali di pace e che siamo pronti a far sentire la Nostra voce con forza, quella stessa forza che spesso Noi rivendichiamo e non ci vediamo riconosciuta.

 

Noi di NURSE 24 lanciamo un appello alla e per la PACE !

 "in tempo di pace i figli seppeliscono i padri, in tempo di guerra i padri seppeliscono i figli"

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