Area Critica

Scenario, la rivista per gli aggiornamenti sull'Area Critica

di Gian Domenico Giusti

“Scenario. Il nursing nella sopravvivenza” è la rivista ufficiale dell’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (Aniarti). Nell’ultimo numero pubblicato (2017, vol. 34 n. 3) sono numerosi gli spunti di riflessione in merito all’infermieristica legata all’Area Critica, in particolare: qualità del sonno nei reparti di Terapia Intensiva e medicina d’urgenza, la gestione delle vie aeree nel passaggio da Terapia Intensiva a Sub-intensiva, tempi di attesa e accessi impropri in Pronto soccorso.

Aggiornamenti in Area Critica: Scenario, la rivista ufficiale Aniarti

letteratura scientifica

La rivista Scenario. Il nursing nella sopravvivenza si apre con una serie di considerazioni sul concetto di futuro, dove i cambiamenti in corso negli ultimi anni hanno portato a definire che “i ruoli, le competenze, le responsabilità evolvono nel tempo e si costituiscono nel qui ed ora".

Tecniche e pratiche una volta esclusivamente di competenza medica diventano competenza di altri operatori, se non addirittura di laici, cittadini malati o loro familiari. La netta distinzione tra medicina e assistenza infermieristica, o tra questa e la riabilitazione, è un artificio che non regge alla prova storica.

Anche i confini rigidamente forzati tra professioni, e addirittura all'interno della stessa professione, possono causare conflitti e limitare la pratica. Non c'è il minimo dubbio che i ruoli di tutti i professionisti della salute, compresi quelli dei medici, dovranno essere più flessibili se vorranno essere efficaci (WHO Technical Reports series n. 860, Geneve 1996)

Nonostante queste riflessioni di natura “macro sanitaria”, la ricerca infermieristica si caratterizza sempre per la sua vicinanza ai problemi delle persone.

Scenario. Il nursing nella sopravvivenza 2017 vol. 34 n.3

Qualità del sonno in Terapia Intensiva

All’interno di quest’ultimo lo studio di Dragonetti et al., ha messo in risalto uno dei bisogni, spesso trascurati, all’interno delle strutture ospedaliere.

La qualità del sonno descritta dal campione esaminato è molto bassa; il rumore, gli allarmi, il dolore, le attività assistenziali come la voce del personale sanitario sono tra i fattori più disturbanti in una Medicina D’Urgenza-Terapia Sub-Intensiva.

Dormire è un bisogno fisiologico fondamentale, essenziale per assicurare il benessere dell’organismo in tutte le fasi della vita. I risultati supportano l’ipotesi che le cause dell’interruzione del sonno siano multifattoriali, ma interventi comportamentali, prima e strutturali, poi, possono permettere di migliorare questo aspetto dell’assistenza.

Dalla Terapia Intensiva alla Sub-intensiva: Gestione delle vie aeree

Nell’articolo di Cholewa AK et al., si cerca invece di analizzare le potenziali complicanze dei pazienti in uscita dalle Terapie Intensive verso le i reparti di Terapia Sub-Intensiva, legate alle vie aeree (con una particolare attenzione alla gestione della tracheostomia), al respiro (trattando gli aspetti dell’ossigenoterapia e della ventilazione non invasiva), al circolo (con la gestione dei devices intravascolari).

Il ricovero in queste strutture intermedie, prima del trasferimento nelle degenze ordinarie, richiede delle attenzioni particolari da un punto di vista assistenziale, perché accanto ai quadri evolutivi, anche le complicanze legate alla gestione dei vari presidi possono incidere particolarmente sull’esito della persona.

I tempi di attesa in Pronto soccorso

Problemi delle persone che si riflettono anche nell’accesso alle prestazioni sanitarie. In questo numero è stata presentata una ricerca antropologica sull’attesa in Pronto soccorso, che aveva l’obiettivo di analizzare le principali questioni legate alla tematica degli accessi “impropri”, partendo dalle esperienze degli utenti che erano stati “triagiati” con codice bianco e degli operatori.

L’indagine ha utilizzato la tecnica delle interviste in profondità a cui hanno partecipato infermieri, medici, utenti e familiari. I dati emersi rappresentano un momento di riflessione sulle strategie e le modalità organizzative e comunicative. Mentre gli operatori avvertono la situazione come un grosso problema, l’utenza, nonostante la conoscenza di percorsi di cura ed assistenziali idonei alla sua situazione clinica, preferisce sempre l’accesso al Pronto soccorso.

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