Specializzazioni Infermieristiche

La ricerca deve partire dall'infermiere che è accanto al malato

di Sara Di Santo

L’infermieristica è una disciplina viva, in costante mutamento e le riviste infermieristiche sono un mezzo fondamentale per diffondere tutto quello che viene prodotto in merito. In occasione del 35° Congresso Aniarti abbiamo parlato di ricerca infermieristica con Paola Di Giulio, Professore Associato presso l’Università di Torino e responsabile del coordinamento della rivista Assistenza Infermieristica e Ricerca (Air).

Niente ricerca senza pratica e niente pratica senza ricerca

Lo scopo della ricerca infermieristica è quello di sviluppare conoscenze specifiche per la risoluzione dei problemi pratici e il miglioramento dell’assistenza al paziente, ai suoi familiari, alla comunità e agli operatori stessi.

Anche la professione infermieristica trova dunque nelle riviste un momento importante di progresso e sviluppo, ma deve esserci collegamento tra ricerca e pratica – afferma Di Giulio - le domande di ricerca devono venire da chi è a contatto tutti i giorni con i problemi dei pazienti, altrimenti il rischio che si corre è quello di dar vita a pubblicazioni di totale irrilevanza.

Lo sviluppo dell’Evidence Based Nursing, basato su una cultura fatta di appropriatezza ed efficacia, garantisce una guida sicura per l’assistenza infermieristica, ma è impensabile che ogni infermiere legga tutti gli articoli originali per intero, continua Di Giulio.

È fondamentale che gli infermieri leggano, ma va da sé che non si può pretendere che un infermiere legga decine di riviste, anche perché spesso il linguaggio della ricerca è molto distante da quello della pratica

Proprio la dicotomia tra significatività e senso del fare ricerca è il nocciolo della questione: a cosa serve pubblicare una ricerca scientifica che sia meramente autoreferenziale e di difficile comprensione per chi dovrebbe metterne in pratica i risultati?

Perché la ricerca abbia senso, vi deve essere collegamento, non rottura; compenetrazione, non separazione

Chi fa ricerca – ricorda Di Giulio – dovrebbe porre maggiore attenzione a comunicare in maniera comprensibile i risultati del proprio lavoro e magari fornire dei contenuti che sintetizzino gli aspetti principali e che poi, eventualmente, rimandino agli articoli originali.

È un peccato, inoltre, che le riviste italiane si siano via via svuotate. I colleghi italiani, infatti, quando producono un buon lavoro, tendono a pubblicarlo su riviste straniere, per scelte di carriera universitaria ed impact factor - sottolinea Di Giulio - ma così in molti perdono la possibilità di fruirne.

Il coinvolgimento degli infermieri, di quelli che lavorano al letto del paziente, è fondamentale per far partire cambiamenti sostenuti e duraturi ed è da loro che devono arrivare i quesiti di ricerca, in un’atmosfera di feedback reciproco tra il polo della ricerca e quello della pratica. Perché la ricerca abbia senso, vi deve essere collegamento, non rottura; compenetrazione, non separazione.

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