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Come agevolare il sonno dei pazienti ricoverati

di Daniela Berardinelli

Dormire meglio in ospedale, è possibile? Un recente studio condotto in Olanda, pubblicato sulla rivista JAMA, ha evidenziato che il ritardo di alcune attività assistenziali, come il controllo dei parametri vitali, la somministrazione della terapia dopo le ore 7:30 e l’utilizzo di presidi per una buona igiene del sonno possono aumentare la durata totale del sonno dei pazienti ricoverati.

Indagine sul miglioramento dell'igiene del sonno in ospedale

Valutazione dell'impatto di interventi non farmacologici sulla qualità del sonno dei pazienti ospedalizzati

Dormire in ospedale spesso non si rivela essere un’esperienza così piacevole. La qualità del sonno però è fondamentale per la salute sia fisica sia mentale e può avere conseguenze sul sistema respiratorio, endocrino, metabolico e immunitario.

Una carenza di sonno può influire sul processo di guarigione delle ferite, aumentare i fenomeni di insulino-resistenza, il rischio di cadute e di insorgenza di delirium. I trattamenti farmacologici, come l’uso di benzodiazepine o di melatonina, non sempre sono efficaci, in favore dei trattamenti non farmacologici che, invece, vengono spesso consigliati.

Studi precedenti avevano già indicato l’efficacia di utilizzo di dispositivi come tappi, mascherine e il rispetto di alcune semplici indicazioni di igiene del sonno, riportando risultati contrastanti e su piccoli campioni, prevalentemente di pazienti ricoverati terapia intensiva.

Questo studio non randomizzato, monocentrico, ha coinvolto nell’arco di 19 mesi 374 pazienti, ricoverati presso unità operative di area sia medica, anche ad alta intensità, che chirurgica. La realizzazione di questo studio ha richiesto il coinvolgimento di pazienti, infermieri e medici sia nello sviluppo di materiale informativo, sia nella formazione agli operatori sull’importanza dek rispetto dell’igiene del sonno.

Sono state sondate le conoscenze degli infermieri coinvolti e creati dei supporti informativi, tipo poster, da impiegare nelle unità operative. L’organizzazione di alcune attività clinico-assistenziali come il rilevamento dei parametri vitali e la somministrazione della terapia farmacologica sono state inoltre posticipate con partenza dalle ore 7:30 del mattino (molte di queste venivano in precedenza svolte a fine turno notturno, dalle 5:30 alle 7:30). Queste modifiche nell’organizzazione sono state apprezzate dal personale e mantenute anche al termine dello studio.

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