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L'infermiere di oggi è l'infermiere di ieri

di Mimma Sternativo

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MILANO. Vi racconto la storia di chi si crede infermiere. La storia di tanti e nel contempo di pochi nel marasma generale. Di chi ci crede nella sua professione e ogni giorno lotta. Di chi ha creduto che la definizione di burnout su quel libro e su quelle slides non l'avrebbe mai toccato.


Esistono giovani ma anche vecchi infermieri che di questo lavoro vorrebbero oramai tanto fare a meno. Quel lavoro per cui hanno studiato, sognato e lottato.
Chi è oggi l'infermiere?

 

Potremmo spendere tanti discorsi teorici, legali, pratici, ma una sola frase fotografa il vero infermiere, quello che lo è al di là di una divisa: vittima o sopravvissuto al burnout.

 

Sarà il contatto con pazienti gravi? Saranno i turni? O più semplicemente sarà che l'infermiere di oggi è un infermiere ancora costretto ad essere infermiere di ieri?

 

Te lo dicono già in università che la realtà sarà diversa, ma chissà perché pensiamo tutti che a noi non capiterà che noi lotteremo, che noi li cambieremo questi reparti.

 

E lo fai per giorni, per anni, ci provi, ma poco alla volta ti rubano quel sogno.

 

Diventi una pedina, una marionetta del grande sistema sanità che tanto sbandiera la parola qualità ma poco fa per renderla concreta.

 

E il paziente diventa il tuo nemico, i familiari di essi diventano lupi da evitare.

 

Ci tenevi proprio a far l'infermiere, lo dicevano tutti: avevi la famosa "vocazione" ( vocazione a che? a farti martoriare?)

 

E ora? Ora hai una laurea che oramai non ti dà un posto di lavoro, hai un posto di lavoro che ti macina il fegato, hai un lavoro che ami ma non ami più.

 

È la storia di tanti, non così pochi.

 

È la storia di quegli infermieri di cui le istituzioni, il collegio Ipasvi, le aziende ospedaliere i coordinatori e i colleghi dovrebbero salvaguardare eppure tutto tace.

Infermiere

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