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Aceti sul Patto per la Salute: Ssn bancomat della finanza

di Redazione

Diritto alla Salute subordinato all'economia. Questo il senso della clausola di salvaguardia economica fortemente voluta dal Mef ed inserita nella bozza del nuovo Patto per la Salute 2019-2021. Dopo la Grillo, anche la Fnopi ha voluto esprimere la propria opinione attraverso le parole del suo portavoce Tonino Aceti: Niente incrementi per il Ssn? Ripercussioni dirette sulla garanzia dei LEA e sul diritto alla Salute dei cittadini.

Mef, clausola sulla salvaguardia economica: arriva il no anche di Aceti

Nel centro del mirino la clausola di salvaguardia economica inserita dal Mef (Ministero dell'economia e delle finanze) nella bozza del nuovo Patto per Salute che prevede un rapporto di subordinazione tra Servizio Sanitario Nazionale ed Economia. Nella visione della clausola, qualora il quadro economico italiano o la finanza pubblica richiedessero un cambiamento di rotta, sarebbe assolutamente lecito procedere con eventuali tagli in sanità.

Numerose le reazioni che questa visione ha scatenato, tra le quali anche quella del Ministro della Salute Giulia Grillo che, in un video Facebook, ha ribadito che dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo.

Non tarda ad arrivare anche il pensiero della Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) i cui iscritti rappresentano il circa il 45% del capitale umano del Ssn. In particolare, ad esprimersi sul tema è il portavoce Tonino Aceti che, come la Grillo, ritiene che il Servizio Sanitario Nazionale abbia già ampiamente dato.

Il SSN ha estremo bisogno di innovarsi e cambiare per rispondere di più e meglio ai vecchi e nuovi bisogni delle comunità. Si giunga nel più breve tempo possibile alla sottoscrizione del nuovo Patto per la Salute

I tagli praticati negli anni ai finanziamenti programmati per il Ssn hanno prodotto effetti reali sul complesso dei diritti dei pazienti — afferma il portavoce — e sono sotto gli occhi di tutti.

E, secondo Aceti, in caso di ulteriori tagli al Fondo Sanitario a rimetterci sarebbero in primis gli incrementi della spesa per il personale previsti nell'emendamento sblocca assunzioni contenuto nel Decreto Calabria attualmente in discussione in Parlamento, seguiti poi dall'abolizione del Superticket.

Le conseguenze ricadrebbero sull'accessibilità delle cure da parte dei cittadini e sulla qualità dei servizi sanitari erogati. In altre parole, inserire la clausola di salvaguardia dell'economia significherebbe garantire l'equilibrio di finanza pubblica a scapito del diritto alla salute ai cittadini. Una visione, questa, risultata impropria anche agli occhi della Corte Costituzionale che ha già provveduto a bocciarla.

La linea di pensiero della Fnopi è quindi pienamente conforme a quella del Ministro della Salute: pieno dissenso per questa clausola che porterebbe il Servizio Sanitario Nazionale essere ancora una volta bancomat in nome dell'equilibrio di finanza pubblica, per questo è necessario modificare l'art. 1 e di conseguenza l'ultimo articolo del Patto per la Salute 2019-2021.

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