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FNOPI

Con Recovery puntare su infermiere di prossimità

di Redazione

Sblocco dei turnover e adeguamento degli organici, infermieristica di prossimità, riconoscimento delle specializzazioni infermieristiche e un'area infermieristica separata per riconoscere i diversi livelli di responsabilità e di merito e prevederne un'adeguata retribuzione. Sono i temi principali toccati nella giornata di apertura del congresso nazionale della Fnopi, partito nella giornata internazionale dell'infermiere 2021.

Stipendi infermieri, in Italia i più bassi tra i paesi industrializzati

Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, nella giornata di apertura del congresso nazionale 2021

Un congresso itinerante, in circa 20 tappe, che da maggio a dicembre toccherà tutto il Paese. Con lo slogan "Ovunque per il bene di tutti", si è aperto a Firenze il primo congresso 'anti-covid' della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche. E in occasione della Giornata internazionale dell'infermiere la Fnopi ha raccolto in un documento tutti i dati principali, i numeri e le problematiche della professione infermieristica in Italia.

Rispetto alla media europea in Italia mancano all'appello più di 63.000 infermieri. Piante organiche ristrette (e in sofferenza) e paghe più basse: Sono i meno pagati tra quelli degli Stati maggiormente industrializzati in Europa e in tutto il mondo occidentale, sottolinea la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche in occasione dell'apertura del congresso itinerante.

In pratica, mentre i Paesi Ue viaggiano a circa 1.000 infermieri ogni 100.000 abitanti, in Italia non si arriva a 600. E stando al centro studi della Fnopi il mancato fabbisogno si fa sentire in tutte le regioni: si va dagli oltre 9.000 professionisti mancanti in Lombardia, ai quasi 7.000 nel Lazio, 6.300 in Campania, 5.700 in Sicilia, 4.800 in Puglia, 4.500 in Veneto, 4.000 in Piemonte e 3.700 in Toscana, tanto per citare le regioni con i numeri più significativi.

Dall'ultimo contratto, prima di quello del 2018, per ragioni di contenimento economico, si sono susseguiti numerosi blocchi del turnover superati solo dai provvedimenti introdotti dal Dl Crescita nel 2019, si spiega. Nel 2020, poi, con i provvedimenti e gli interventi in emergenza che si sono susseguiti a causa della pandemia da Covid (in particolare il decreto Rilancio) si è prevista l'integrazione degli organici infermieristici: prima con contratti flessibili, poi, dal 2021, con contratti a tempo indeterminato. Tuttavia, l'intervento, seppure assolutamente meritorio, è parziale e copre le necessità legate all'emergenza.

Oltre a questo, si spiega, uno dei problemi maggiori da affrontare rispetto alla crescita e alle aumentate responsabilità e specializzazioni della professione infermieristica, è sicuramente quello delle retribuzioni.

Oggi questa voce è inserita nel più vasto contenitore del "personale non dirigente", anche se a molti infermieri sono affidati ruoli di coordinamento e di responsabilità anche di distretti sanitari. Anche da questo nasce l'esigenza di un'area infermieristica separata, in cui sia possibile riconoscere i diversi livelli di responsabilità e di merito e prevederne un'adeguata, conseguente, retribuzione.

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