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Ordine Infermieri

Opi Foggia: fuori dall’albo chi non paga l’iscrizione

di Massimo Canorro

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Foggia, dando seguito a una serie di controlli effettuati, ha cancellato per morosità alcuni iscritti dall’albo professionale nel rispetto della legge, al fine di tutelare gli interessi di tutti gli iscritti che regolarmente adempiono al pagamento della quota. Sempre in Puglia, l’Opi Taranto ha sospeso 190 professionisti sanitari privi della Pec.

Infermieri cancellati dall'ordine dei professionisti di Foggia per morosità

L’Opi Foggia ha dato seguito ai controlli seguendo l’iter legislativo: dopo la mancata risposta a tre convocazioni ha cancellato dall’albo professionale alcuni iscritti.

La Legge n. 3 del 11 gennaio 2018 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute”) sancisce, in modo definitivo, l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo delle professioni infermieristiche per l’esercizio della professione.

Di più. Riporta in modo univoco che per l’esercizio di ciascuna delle professioni sanitarie, in qualunque forma giuridica svolto, è necessaria l’iscrizione al rispettivo albo. Ed al successivo articolo 6 elenca i casi in cui è prevista la cancellazione dall’albo professionale, pronunciata dal Consiglio direttivo, d’ufficio o su richiesta del Ministro della Salute o del procuratore della Repubblica, nei casi di perdita del godimento dei diritti civili; di accertata carenza dei requisiti professionali; di rinuncia all'iscrizione; di morosità nel pagamento dei contributi previsti dal presente decreto e di trasferimento all’estero.

Su questo tracciato, l’Opi Foggia ha dato seguito ai controlli effettuati, seguendo l’iter legislativo: dopo la mancata risposta a tre convocazioni, si è visto costretto a cancellare dall’albo professionale alcuni iscritti che non pagano regolarmente la quota annuale di iscrizione. La conseguenza di questo atto è l’impossibilità all’esercizio della professione infermieristica e l’impossibilità di continuare a lavorare – se dipendente – a seguito della comunicazione al datore di lavoro della cancellazione dall’albo. Rimarcando altresì che l’Ordine proseguirà in tale direzione nel rispetto della legge, al fine di tutelare gli interessi di tutti gli iscritti che regolarmente adempiono al pagamento della quota.

Restando in Puglia, poco dopo l’inizio di ottobre l’Ordine delle professioni infermieristiche di Taranto ha richiamato circa 700 professionisti sanitari per non aver attivato la posta elettronica certificata PEC (come stabilito nel decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, in particolare al comma 7 dell’art. 16, pena la sospensione dall’albo). E per 190 di loro, che hanno ignorato la prima diffida nella quale venivano concessi 30 giorni per mettersi in regola, è scattata la misura della sospensione per mancanza di domicilio digitale.

Anche il decreto legge n. 76 del 16 luglio 2020 (Decreto Semplificazione), pubblicato nel Supplemento ordinario n. 24/L alla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020, ribadisce l’obbligo per i professionisti. L’inadempimento del succitato obbligo prevede la sospensione dell’iscritto fino all’avvenuta comunicazione del domicilio digitale.

Giornalista

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