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COVID-19

Opi Trento contro la manifestazione degli infermieri no vax

di Massimo Canorro

«Siamo disposti ad intervenire contro chi danneggia la nostra professione». Così Daniel Pedrotti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Trento, che stigmatizza con forza l’immagine della manifestazione in piazza Dante contro l’obbligatorietà vaccinale per gli operatori sanitari.

In piazza per dire no all'obbligo vaccinale, Opi Trento valuta sanzioni

Un momento della manifestazione dei sanitari contrari l'obbligo vaccinale, 24 aprile - Trento (foto l'Adige.it)

Un atteggiamento che crea confusione nei cittadini e all’immagine della professione infermieristica insinuando – come dimostrato da molte reazioni espresse via social all’iniziativa – che gli infermieri non rappresentano una categoria responsabile nei confronti di questa tematica. Il “tema” a cui – attraverso una nota – fa riferimento Daniel Pedrotti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Trento, è il Decreto legge n. 44/2021 che dispone l’obbligatorietà vaccinale per tutti gli operatori sanitari.

La “condotta” di cui parla, invece, è quella perpetrata dagli infermieri che sabato scorso hanno aderito alla manifestazione in piazza Dante, organizzata dall’associazione “Vaccinare informati”, contro l’obbligo di sottoporsi al vaccino. Siamo disposti ad intervenire verso chi danneggia la nostra professione, spiega Pedrotti, che di recente ha espresso la sua contrarietà alla possibilità di utilizzare gli Oss in sostituzione degli infermieri come previsto dalla delibera n. 305 del 16 marzo 2021 della Regione Veneto.

Tornando a sabato, l’Opi Trento considera quella degli operatori sanitari scesi in piazza a Trento, una posizione che crea confusione nei cittadini e altera, in modo grave, la percezione della collettività nei confronti della professionisti in prima linea nella lotta al Covid-19, attestata dai continui contagi e decessi. Un vero e proprio dovere istituzionale – quello ravvisato dall’Ordine degli infermieri della provincia di Trento – di agire con il massimo rigore per contrastare ogni azione lesiva dei valori deontologici della professione.

Nel corso della manifestazione (sulla scia di quanto accaduto l'11 aprile scorso a Roma), infatti, sono state numerose le prese di posizioni non soltanto in merito all’obbligatorietà del vaccino ma anche sulla sicurezza dello stesso. Spiega Pedrotti: Per quanto concerne l’essere vaccinati, la professione infermieristica – al pari di tutte le altre professioni intellettuali di ambito sanitario – aderisce ai principi dell’etica professionale che guida in scienza e coscienza gli infermieri nelle scelte che rispondono al principio, inderogabile, di tutela della salute delle persone.

Attraverso la nota diramata, Opi Trento ribadisce che la professione infermieristica riconosce il valore delle evidenze scientifiche come base dell’agire professionale e garanzia nei confronti della persona assistita e del suo rapporto con gli infermieri. Dunque, la sicurezza delle cure è irrinunciabile per ciascun infermiere – prosegue Pedrotti – in quanto corollario basilare della responsabilità assistenziale e dell’autonomia professionale, riconosciute con favore anche dall’ordinamento giuridico.

Da parte sua, l’infermiere è conscio del proprio ruolo e della tutela dell’assistito da garantire con professionalità; così una formazione adeguata è un’attività imprescindibile per l’erogazione in sicurezza delle cure e dell’assistenza alla persona, ed è essenziale per adempiere al proprio mandato professionale, in linea con quanto previsto dal codice deontologico e riportato nella Legge n. 24/2017.

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