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Abuso della professione infermieristica, che amarezza

di Redazione

Una falsa infermiera sorpresa a lavorare in ospedale tramite agenzia interinale. La notizia è di qualche giorno fa e ha causato profonda rabbia nei giovani infermieri pescaresi costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro. Adesso a prendere carta e penna è Irene Rosini, presidente collegio Ipasvi Pescara, che esprime tutta la sua profonda amarezza.

Falsi infermieri, danni gravissimi ai pazienti e alla professione

irene rosini

Irene Rosini, presidente del collegio Ipasvi Pescara 

Il caso della falsa infermiera che ha avuto il disonore della cronaca non è un evento unico, anche se particolarmente eclatante. A questo caso, scoperto e immediatamente denunciato ai carabinieri dal collegio Ipasvi di Pescara, si aggiungono purtroppo diverse altre forme di abuso della professione infermieristica. Figure che nulla posseggono in termini di preparazione e competenza infermieristica, quali operatori socio sanitari (Oss) o addirittura badanti, talvolta offrono attività varie spacciandole per prestazioni infermieristiche, provocando danni gravissimi per la salute degli assistiti e dei cittadini che si trovano in una fase particolarmente delicata e difficile della loro vita.

Ma non solo: si assiste frequentemente ad abusi anche nelle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private, dove in carenza di infermieri, a causa del ben noto orientamento a sanare i bilanci delle strutture lesinando sulla loro assunzione, molte attività professionali vengono di fatto svolte da operatori socio sanitari o da personale con nessun tipo di preparazione. Con ciò perpetrando non solo un abuso professionale perseguibile penalmente, ma soprattutto facendo da una parte abbassare il livello assistenziale e dall’altra incrementando le responsabilità degli infermieri che sono i responsabili, giuridicamente indicati, di tutti i processi di lavoro che ruotano attorno all’assistenza infermieristica. Ma anche se si decide di avvalersi della somministrazione di assistenza infermieristica da parte delle agenzie interinali, si rileva ormai con sistematica evidenza che tale scelta favorisce l’azienda appaltante, ma non gli assistiti visto che frequentemente viene erogata un’assistenza a singhiozzo e senza continuità, cosa che si ripercuote in primis sugli assistiti e poi sui professionisti stessi sia se afferenti alle agenzie interinali sia se dipendenti delle strutture sanitarie e socio sanitarie.

I contratti stipulati con le cooperative, a cui si ricorre per l’erogazione dell’assistenza sul territorio e che rivestono l’aspetto di collaborazione professionale mentre sono ben altro, non fanno altro che costringere quei professionisti a contratti con remunerazioni bassissime con inevitabile riverbero sull’assistenza erogata. E tutto questo mentre ci sono molti giovani infermieri con percorsi formativi, capacità e competenze di tutto rispetto, disoccupati o costretti ad emigrare per poter svolgere la nobile professione che hanno scelto.

È inaccettabile che si mantengano queste situazioni ai limiti di ogni definizione professionale

Succede così che i cittadini, presi dall’esasperazione, aggrediscano gli infermieri che vivono al loro pari situazioni particolarmente gravose e difficili. È di pochi giorni fa l’ennesima aggressione nell’unità operativa di geriatria ai danni di un’infermiera, a cui va tutto il nostro sostegno.

Nuovamente, come più volte già fatto, il collegio Ipasvi di Pescara chiede con forza che si assuma nelle strutture pubbliche attraverso la mobilità e i concorsi, visto che molti reparti operano con dotazioni organiche inadeguate rispetto al carico assistenziale. È sempre più necessario procedere in tal senso anche per aumentare i livelli della qualità assistenziale ed evitare abusi e comportamenti scorretti che, comunque, questo collegio continuerà a segnalare alle autorità preposte e a perseguire deontologicamente a tutela sia dei cittadini abruzzesi che dei professionisti infermieri.

Irene Rosini, presidente collegio Ipasvi Pescara

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