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Asi: Aggiorniamo e rimettiamo l'art. 49 al codice deontologico

di Redazione

Dall’etica alla deontologia, passando per gli obiettivi, il metodo, i principi e i valori e infine le questioni contingenti. L’Asi, Accademia delle scienze infermieristiche, legge il nuovo codice deontologico degli infermieri e propone le proprie modifiche. Prima fra tutte: reintrodurre il contestato articolo 49.

Codice deontologico, una lettura dell’Asi

infermieri al lavoro

L'Asi legge il codice deontologico e propone delle modifiche

Prima di tutto, secondo l’Asimancano alcuni tratti distintivi che un codice deontologico dovrebbe possedere. Cosa? Il valore prescrittivo dicono dall’Accademia. Ma anche un glossario, per poterne comprendere l’esatto significato nel contesto in cui vengono proposti e mancano espressioni tipicamente utilizzate nei dibattiti deontologici. Per esempio: accanimento terapeutico, autodeterminazione, consenso informato, contenzione ecc… Idea, questa del glossario, su cui una delle menti del nuovo codice deontologico, Aurelio Filippini, sta già lavorando.

Ma non finisce qui. Secondo l’Accademia, la bozza manca di una premessa utile a far comprendere le ragioni sottese alla necessità di modificare l’intero impianto del codice del 2009. Per Asi il codice del 2009 è ancora oggi pregno di elementi di attualità tali da non richiedere il suo totale stravolgimento, quanto piuttosto un aggiornamento.

E ancora. Secondo l’Accademia, non c’è nel nuovo codice un chiaro richiamo al rispetto della vita, al riconoscimento della salute come bene fondamentale e alla sua tutela. Così come pare poco definito, per Asi, il richiamo al principio di giustizia. E alla lotta alle disuguaglianze della salute, così come ben descritto da Who e da Icn nel codice deontologico del 2012, elemento che dovrebbe essere inserito nella carta in particolar modo riferendosi all’equità di accesso alle cure e all’assistenza infermieristica.

Non basta. L’Accademia vorrebbe che nel codice fosse ben chiaro che l’infermiere è il professionista responsabile dell’assistenza infermieristica, rinforzando anche la definizione stessa di infermiere puntando sulla sua triplice natura: tecnica, relazionale ed educativa.

Secondo Asi, c’è poi un fil rouge che manca in tutto il testo: il coinvolgimento dei familiari nella pianificazione assistenziale infermieristica, nei percorsi di educazione sanitaria e terapeutica, nella relazione di cura. Così come manca l’azione nei confronti della comunità. In pratica, la vera e propria figura dell’infermiere di famiglia e di comunità. E in questo senso, manca anche il riferimento alla funzione di interconnessione. Che invece era presente nel codice del 2009.

Un’altra questione che manca alla bozza del nuovo codice, secondo Asi, è l’appropriatezza clinica. C’è poi la questione dell’articolo 49. Per l’Accademia va ripreso, spogliandolo completamente della sua prima parte (oggetto di pericolose interpretazioni), ma mantenendo un riferimento al rifiuto della compensazione, qualora sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il proprio mandato professionale.

Infine, l’associazione chiede di poter inserire un riferimento alla comunità professionale e alle iniziative che gli organi di rappresentanza professionale pongono in essere per lo sviluppo della disciplina e della professione.

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