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Politica Infermieri

Società scientifiche, la questione arriva al ministro

di Redazione

Un’interrogazione urgente al ministro della Salute per cambiare i requisiti per l’iscrizione all’elenco delle società scientifiche e per non lasciare sostanzialmente i professionisti della salute, e gli infermieri in primis, al palo.

Società scientifiche, la sen. Silvestro interroga il ministro

Ne avevamo scritto qualche giorno fa, lanciando un vero e proprio appello, affinché gli infermieri si mobilitassero e non rimanessero fuori dai giochi.

Adesso qualcosa si è mosso. La senatrice Annalisa Silvestro (Pd), infatti, ha appena depositato un’interrogazione urgente al ministro della Salute, proprio per chiedere di intervenire il prima possibile.

Il problema sono i requisiti richiesti dal D.M. della Salute dello scorso 2 agosto. La norma sembrerebbe lasciare poco margine alle interpretazioni: Rappresentatività di almeno il 30% dei professionisti non in quiescenza nella specializzazione o disciplina, prevista dalla normativa vigente, o nella specifica area o settore di esercizio professionale. Per i medici di medicina generale è richiesto…il 15%... (art.2 c.1 lett. b).

Per sopperire al requisito della rappresentatività ci sono solo due strade: il ricorso al Tar e l’interrogazione al ministro della Salute. L’una non esclude l’altra, anzi.

Non esiste una definizione omogenea a livello nazionale di che cosa sia un’area di esercizio professionale, quali unità operative ospedaliere afferiscono a quell’area, di fatto non abbiamo specializzazioni – dice la senatrice Silvestro intervistata da Nurse24.it -, come facciamo a sapere quanti sono i professionisti iscritti a un’associazione tecnico scientifica delle nostre? È impossibile, non ci sono i termini concreti.

La soluzione, secondo Silvestro, si può e si deve trovare. Perché non si può lasciare fuori dai disposti di una legge la parte preponderante dei professionisti sanitari. Oltre 430mila infermieri – conclude la senatrice -che non hanno la possibilità di contribuire a elaborare linee guida e di dare il loro contributo di sapere al lavoro di gruppo che inevitabilmente deve connotare il lavoro multidisciplinare. Non è possibile.

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