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Infermiere? Mi sento più un inserviente specializzato

di Redazione

Facciamo un lavoro così importante da non poterci permettere di scioperare... se lo facessimo, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche eppure non fanno altro che calpestarci. Provo solo frustrazione nel fare questo lavoro e, come tanti, ho deciso di cambiare radicalmente. Non mi preoccupa guadagnare qualche centinaio d’euro in meno: l’ospedale mi paga 1700 euro per avere tra le mani la vita delle persone, che assistiamo a nostro discapito. Eppure all'inizio era diverso.

Ogni turno prevede sistematicamente forme gravi di demansionamento

È l'ennesima notte di m.... che faccio. L'ennesima notte in cui ho fatto tante cose che non mi spettano. L’ennesima notte in cui mi chiedo quale altro mestiere potrei fare, piuttosto che l’infermiere.

Altro che professione sanitaria, meglio suonerebbe "inserviente specializzato", visto che facciamo quello che non fanno gli altri.

Sono già le 5, non dormo da 20 ore ma tra poco cominciamo il giro delle flebo. Una distrazione potrebbe costare la vita a una persona. Come è possibile non distrarsi se mentre prepari le terapie devi rispondere a tutti i campanelli che suonano?

Un campanello corrisponde a una richiesta di aiuto più o meno urgente e talvolta passano anche cinque o dieci minuti prima che riusciamo a trovare il tempo per rispondere alla chiamata.

Nel migliore dei casi devi mettere in carica un telefono, nel peggiore c’è un paziente che sta male. Colpa tua che non ti sei sbrigato. Sbagliare diventa inevitabile quando si fa il lavoro di due, tre o anche quattro persone.

Ogni nostro turno prevede sistematicamente forme gravi di demansionamento, dal momento che spesso non ci sono Oss in numero sufficiente. Al mattino ci si dedica soprattutto a mansioni alberghiere: distribuiamo la colazione ai pazienti, rifacciamo i letti e laviamo chi non può farlo autonomamente.

Non spetterebbe a noi, se non in casi eccezionali. È stato sentenziato in diversi tribunali, ma l’unico modo che abbiamo per far valere i nostri diritti è pagando un avvocato, giacché il primo nemico dell’infermiere è spesso il coordinatore del reparto.

Menzione speciale per gli infermieri che rivestono ruoli d’ufficio: molti ci vedono come un problema da sopprimere, piuttosto che una risorsa preziosissima. Inutile protestare: chi ha potere lo esercita come preferisce.

Facciamo un lavoro così importante da non poterci permettere di scioperare... se lo facessimo, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche eppure non fanno altro che calpestarci.

Mi rendo conto che per le istituzioni siamo ridicoli

Appena scoppiata la pandemia, il prezzo dei disinfettanti è triplicato. Il nostro stipendio resta invariato... Forse peggiorato, visto che c'è sempre meno personale e tocca sopperire comunque alla carenza: il servizio va garantito.

La continuità assistenziale è un bene enorme per chi ne usufruisce ma per noi operatori comporta solo responsabilità e nessun tornaconto economico. Gli unici ad avere visto un aumento in busta paga sono i libero professionisti. Ennesima beffa.

Oggi conviene rinunciare al posto fisso, aprire la partita iva e lavorare per chi offre di più. Farebbe ridere, se non fosse ciò che accade realmente. Incentivare i gettonisti piuttosto che gli strutturati accelera il logorio di una macchina che andrebbe rottamata da tempo… e che macchina!

L’aziendalizzazione della sanità ha generato dinamiche vomitevoli: assisti pazienti centenari sottoposti a operazioni da cui non trarranno alcun beneficio. Il paziente è un cliente e non interessa che tragga realmente giovamento dal ricovero. L’obiettivo primario è fatturare.

Paghiamo lo scotto di un governo di incapaci. Provo solo frustrazione nel fare questo lavoro e, come tanti, ho deciso di cambiare radicalmente.

Non mi preoccupa guadagnare qualche centinaio d’euro in meno: l’ospedale mi paga 1700 euro per avere tra le mani la vita delle persone, che assistiamo a nostro discapito.

Eppure all’inizio era diverso. Quando studiavo, allora credevo in tante cose. In tutte. Ora che faccio l’infermiere, credo solo in ciò che ho studiato.

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Commenti (1)

MaxGen76

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40 commenti

Rialzare la testa fuori dalla sabbia è d’obbligo!

#1

Sono completamente d’accordo con “l’ormai ex collega” che come tanti purtroppo “hanno gettato la spugna”, o dimettendosi o lasciando il nostro “bel paese”!
Fin quando non decidiamo noi di lottare e fin quando la gente non capisce la nostra essenzialità e indispensabilità nel curare, come i medici e del prendersi cura, come valore aggiunto a quest’ultimi, non faremo mai il salto di qualità come accade nel resto del mondo ove la nostra figura è richiestissima! Ma poi c’è una realtà ben diversa…come ottenere tutto ciò se ancora condividiamo il comparto con tutte le maestranze che ruotano nel nosocomio? Dovremmo TUTTI cominciare a pensare con una sola testa senza se e senza ma, per il bene della nostra categoria e applicando le leggi vigenti, se e solo se vogliamo sopravvivere, ma soprattutto erogare una ASSISTENZA DI QUALITÀ AL MALATO! Per legge siamo riconosciuti come una professione meramente INTELLETTUALE, difficile comprenderlo? Cominciamo a dire di NO! Se mancano le figure preposte per le mansioni igienico domestico alberghiere, non è colpa nostra, FICCHIAMOCELO bene in testa! Ci delle persone preposte a sopperire tali carenze…caposala, primario, ufficio del personale, direttore sanitario e generale, gli stessi oss e ota, perché noi dobbiamo accollarci tali carenze e sostituirci a loro? Perché non i medici? Non mi venite a dire che lo abbiamo sempre fatto…! LO AVETE PERMESSO VOI! Fino al 1985 c’erano gli infermieri generici che se ne occupavano ora ci sono gli attuali oss, semplice! Un altro passo è farci elevare all’ inquadramento che ci spetta QUADRI, non operai/impiegati (vedetevi la differenza) come ota, oss, portantini, ausiliari! Se non lo capiamo noi per primi, chi potrà mai farlo? Le aziende che si arricchiscono sulle nostre spalle, facendoci ricoprire più ruoli? SVEGLIA! SVEGLIA! SVEGLIA!!!!!!!!!!!