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Testimonianze

Noi non andiamo a cercare chi non vuole vaccinarsi

di Monica Vaccaretti

Libertà massima per tutti ma lasciateci lavorare. Noi non andiamo a cercare chi non vuole vaccinarsi, ha dichiarato il direttore generale dell'Ulss 8 Berica, Bonavina, che annuncia tolleranza zero dopo i pesanti fatti di cronaca e i gravi episodi che si sono verificati recentemente negli Hub vaccinali vicentini.

Violenze verbali e colloqui pesanti negli hub vaccinali

Sono atteggiamenti vessatori che ci fanno perdere tempo e ci innervosiscono. Sono violenze verbali di cui, dopo due anni di emergenza sanitaria, non abbiamo affatto bisogno per la nostra salute psicofisica. I toni aggressivi e intimidatori non ci fanno bene. Sono colloqui pesanti, estenuanti che non portano a niente. Né da una parte né dall'altra. Rispondiamo a tono ad ogni provocazione, tenendo un profilo gentile ed educato per quanto sia possibile in simili circostanze. Abbiamo soltanto la professionalità a farci scudo, forti della nostra conoscenza medica, del nostro ruolo e del nostro mandato. Negli ultimi giorni si sono verificati almeno quattro episodi importanti. Arrivano al punto vaccini dove è presente il medico e il personale di riferimento e fanno perdere loro tempo con richieste inappropriate. Sono episodi su cui l'azienda avrà tolleranza zero perché comunque è un'interruzione di pubblico servizio, ha ribadito la direttrice generale Bonavina. Noi chiamiamo le forze dell'ordine ogni volta e ci riserviamo di procedere noi stessi a querele mirate. Tra la stanchezza e l'aggressione verbale che subiscono, che non tutti accettano nello stesso modo, non più tardi di ieri uno dei nostri medici ha avuto una crisi ipertensiva. L'abbiamo mandato a casa ma abbiamo dovuto sostituirlo. Ed è un impegno ulteriore. Libertà massima per tutti. Lasciateci lavorare, noi non andiamo a cercare chi non vuole vaccinarsi.

Anche nel mio box si è presentato un no vax. Ho inteso le sue reali intenzioni soltanto alla fine. Il signore, un over 50, aveva mantenuto un atteggiamento serio e partecipe su tutto quanto gli dicevo, per informarlo in modo appropriato ed accurato sul vaccino e rassicurarlo su dubbi e timori che ad ogni punto dell'anamnesi mi rivolgeva, interrompendomi continuamente. Considerando che era la sua prima volta anche se tardiva, portavo pazienza. Mi piace poi fare educazione sanitaria e fare bene il mio lavoro. Trovo che uno si debba vaccinare con serenità e piena consapevolezza, specialmente se chiede a chi è di mestiere. Invece mi prendeva semplicemente in giro. Si è rivelato soltanto quando ho chiesto il suo consenso verbale alla vaccinazione.

Lei adesso mi fa anche firmare qualcosa?. No, le chiedo solo il consenso verbale. Stamattina in un altro centro vaccinale mi hanno negato la vaccinazione. Impossibile che gliela abbiano negata, non si nega a nessuno. Le ripeto che mi hanno impedito di vaccinarmi perché mi sono rifiutato di firmare due consensi scritti. Ed io non firmo niente. Non so in quale Hub lei si sia rivolto ma per procedere alla vaccinazione devo chiederle ovviamente il suo consenso verbale. Quindi glielo ripeto. E io non glielo do perché sono qui obbligato dallo Stato che me lo impone. Io non acconsento, me lo dovete fare lo stesso contro la mia volontà. E allora non posso procedere a vaccinarla, non possiamo vaccinarla contro il suo volere. La invito pertanto a tornare quando acconsentirà. Ma il signore non se ne andava e minacciava di denunciarmi perché gli negavo un obbligo di legge e lui così perdeva il posto di lavoro. Basta un suo sì o un no, mi difendevo. “Mai”. E allora chiamavo il medico che procedeva a scrivere una nota a piè di pagina sulle dichiarazioni del soggetto. Che abbandonava finalmente il centro vaccinale, visibilmente soddisfatto, lasciandoci addosso grande fastidio e perplessità.

Infermiere

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