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Riqualificazione Oss Puglia, l'amarezza degli esclusi

di Paola Botte

Dopo lo stanziamento ad agosto di 19 milioni di euro da parte della Regione Puglia per attivare i corsi Oss, rimane ancora un quesito a cui centinaia di persone che lavorano da anni nel sociale vorrebbero una risposta. Che fine ha fatto il corso di riqualificazione per gli operatori che si occupano di assistenza, sbandierato e promesso a febbraio di quest'anno?

Regione Puglia e i corsi riqualificazione Oss che non arrivano

Abituati ai tempi biblici delle promesse politiche, otto mesi di attesa potrebbero sembrare pochi di fronte ad un impegno preso pubblicamente da un assessore con i suoi cittadini. E invece, c'è chi pensa che di tempo ne sia già passato troppo. Soprattutto quando la speranza inizia a mettersi da parte per fare spazio alla realtà che va da tutt'altra direzione.

È ciò che sta accadendo in Puglia a circa ottocento lavoratori. Operatori che prestano servizio a soggetti bisognosi di assistenza, ma che non hanno ancora conseguito la qualifica di operatore socio sanitario.

Non per colpa loro. Sia chiaro. Ma di corsi di riqualificazione che, tramite un comunicato stampa di febbraio 2018, Sebastiano Leo - assessore regionale alle Politiche del Lavoro e Formazione - si impegnava a far partire entro il mese di marzo e che invece non hanno ancora preso il via.

I corsi di riqualificazione promessi, destinati al personale delle cooperative, sono oggi di vitale importanza per chi opera nell'ambito assistenziale. I motivi sono da ricercare prima di tutto nelle offerte di lavoro che sempre più spesso sono rivolte ad operatori qualificati e adeguatamente formati.

Gaia (nome e foto di repertorio) è una delle operatrici che lavora nell'assistenza in attesa dei corsi di riqualificazione promessi dalla Regione Puglia

Poi, c'è da guardare ai concorsi pubblici, a cui possono partecipare soltanto oss certificati ed infine, ma non meno importante, l'aspetto economico che vede gli oss più pagati, anche se a volte di poco, rispetto ai semplici assistenti.

Lavoro come assistente in Puglia, in ambito territoriale da circa dieci anni - racconta Gaia, nome di fantasia - Sono assunta da una cooperativa e lavoro per il SAD, servizio di assistenza domiciliare. Mi occupo di igiene alla persona, di cura della casa e a volte faccio le stesse cose che farebbe un operatore socio sanitario. Con una differenza. Che io non lo sono.

Da anni, i miei colleghi ed io chiediamo di usufruire dei corsi di riqualificazione, ma senza successo. Quest'anno che finalmente avremmo potuto realizzare il nostro sogno, ecco che ci ritroviamo di fronte all'ennesima illusione e cosa ben più grave dinnanzi all'avvio di un nuovo corso per oss finanziato con ben 19 milioni di euro, si sfoga Gaia.

Una rabbia giustificata dall'attesa e dalla delusione. Anche perché sono trascorsi tanti anni da quando la Regione Puglia, usufruendo dei finanziamenti europei, ha adottato il Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013, che insieme ad altri obiettivi prevedeva politiche per l'inclusione sociale e il welfare, tra cui proprio la riqualificazione. Cosa che poi è avvenuta, ma solo per alcuni operatori, lasciandone fuori quasi un migliaio.

A chi giova continuare a stanziare finanziamenti per formare nuovo personale, futuri oss, piuttosto che riqualificare chi ha già competenze e professionalità acquisite in numerosi anni di lavoro?

La paura degli assistenti come Gaia è che con i corsi oss non si creeranno nuovi posti di lavoro, ma che i nuovi operatori socio sanitari andranno a rimpiazzare le figure già esistenti come lei, che sono meno qualificate, almeno sulla carta.

E così se i corsi di riqualificazione non partiranno, al personale delle cooperative che vorrà rimanere sul mercato del lavoro a condizioni economiche e lavorative accettabili, non resterà che iscriversi ad uno dei numerosi corsi oss a pagamento. Oppure, continuare a sperare che prima o poi qualcuno si ricordi di loro.

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