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Infermieri trionfano al TAR: Stop all'ampliamento mansioni degli OSS

di Redazione

Dopo ben quattro anni dalla promulgazione della delibera che avrebbe ampliato considerevolmente le competenze degli Operatori Socio Sanitari (OSS) arriva una sonora bocciatura dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) alla Giunta Zingaretti. La sentenza ha confermato che tali modifiche avrebbero stravolto il ruolo degli OSS, da semplice supporto a professionisti con maggiore autonomia, sconvolgendo così il delicato equilibrio di collaborazione all'interno del personale sanitario.

Vincono gli Infermieri: Delibera di Zingaretti su mansioni degli OSS annullata

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Il TAR del Lazio boccia la delibera volta ad ampliare le competenze degli Oss.

L'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Roma ha avviato il ricorso nel 2019, e il Tribunale ha stabilito che gli operatori socio sanitario non possono essere considerati a tutti gli effetti tra le professioni sanitarie. Tale decisione ha sottolineato che la revisione del profilo professionale degli OSS, incluso l'assegnazione di nuove mansioni, va oltre le competenze regionali.

"È una vittoria importante", commenta Maurizio Zega, presidente di OPI Roma e coordinatore degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Lazio. Zega sottolinea che non si può affrontare la carenza infermieristica abbassando gli standard di formazione, poiché ciò avrebbe un impatto negativo sui pazienti e sulla qualità dell'assistenza. L'applicazione incoerente delle mansioni sanitarie in diverse regioni è stata criticata come grottesca e non professionale.

Questa decisione giudiziaria potrebbe segnare una svolta cruciale nelle strategie sanitarie a livello regionale, catalizzando un'ampia riconsiderazione della questione relativa alla carenza di personale infermieristico e incentivando l'adozione di misure concrete. Si pone dunque l'interrogativo su come le istituzioni regionali affronteranno questa sfida e quali iniziative adotteranno per assicurare un elevato standard di assistenza alla popolazione laziale.

Commenti (3)

Stefano Signoretti

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McYver

#3

Carissimo, per rispondere alla Sua, è doveroso fare alcuni chiarimenti:
- la sigla IP non esiste più! Il professionista sanitario a cui si riferisce si chiama Infermiere ed è artefice di una professione intellettuale riconosciuta da un titolo abilitante universitario,
- la sentenza non è assolutamente opinabile e non parla di inquadramento amministrativo o sanitario. L’operatore socio sanitario (OSS) è corretto che venga inquadrato in un ruolo sanitario e non amministrativo,
- la sentenza invece finalmente ha chiarito che questo operatore non è un professionista sanitario ma bensì un operatore subordinato alla figura Infermieristica e vincolato da un mansionario. Soprattutto non può avere mansioni aggiuntive (terza S) che prevedono un percorso formativo diverso e soprattutto atti di un Professionista Sanitario).
Nulla osta che la contrattazione collettiva nazionale arrivi ad inquadrare questo fondamentale operatore in un ruolo sanitario e non amministrativo!
Cordialità

McYver

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OSS è una figura professionale sanitaria

#2

Il Decreto Lorenzin aveva già stabilito che l'Operatore Socio Sanitario non poteva essere contrattualizzato come una figura amministrativa nè come tecnico generico, ma doveva essere considerato a tutti gli effetti tra le professioni sanitarie. Quindi sarebbero passati, col decreto attuativo, dalla categoria professionale generica Bs a quella sanitaria Cs. Ed era giusto così. Ovviamente non dovevano essere inquadrati come Ds che è riservato solo agli IP. E non capisco da dove arrivano le ipotesi di equiparare l'OSS all IP. Sono due figure sanitarie diverse.
Questa sentenza ha solo creato più confusione di quanta già non ce n'era...
Spero che gli OSS siano inquadrati nella categoria professionale sanitaria e non generica perchè un tecnico o un amministrativo non sono a contatto con i pazienti, mentre l'OSS si.
Quindi OSS in Cs ed IP in Ds. Attendiamo il decreto attuativo (in attesa dal 2018...)

Stefano Signoretti

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Formazione uguale Competenze

#1

Una doverosa sentenza che finalmente riporta il riconoscimento delle competenze sulla base del percorso formativo. Paradossale sarebbe stato assegnarle sulla base di carenze d’organico o di fondi economici!!! Ritengo inoltre che ogni categoria di personale sia indispensabile nel proprio ruolo, le sovrapposizioni storpiano!!!