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Protesta OSS

Pazienti a rischio suicidio, a Bologna li sorvegliano gli oss

di Redazione

Operatori sociosanitari con limitazioni fisiche o psicologiche, i cosiddetti “prescritti”, mandati a sorvegliare pazienti che sono a rischio di suicidio. Succede al Policlinico Sant'Orsola di Bologna e la novità ha fatto subito rumore: L'azienda li utilizza per sorvegliare pazienti con tentativo di suicidio. Nessuna condivisione e nessun documento. Il personale è veramente obbligato come dicono?, domanda su Fb la Cisl-Fp.

Bologna, oss prendono in carico malati a rischio suicidio

carmela lavinia

Carmela Lavinia, Cisl Fp Bologna

Tant’è che è di oggi una diffida inviata dai sindacati al direttore generale Antonella, al direttore sanitario, Gianbattista Spagnoli, e a quello amministrativo Davide Fornaciari.

Il messaggio è: non si impieghino quegli oss secondo la nuova procedura aziendale 107 (quella appunto contenente le "Indicazioni per la prevenzione degli episodi di suicidio o tentato suicidio in ospedale"), almeno finché non sarà chiarita bene questa novità. La Cisl Fp aveva iniziato a porre il tema già ad ottobre, segnalando la questione al prefetto e da un incontro di mediazione-raffreddamento del conflitto era uscita con l'indicazione che il consiglio di indirizzo del S.Orsola il 7 febbraio avrebbe discusso un progetto ad hoc.

E oggi ecco qua i risultati - dice Carmela Lavinia, della Cisl-Fp - da un paio di giorni, l'Azienda dice per vie traverse che a sorvegliare di notte il paziente che ha tentato il suicidio o è a rischio di suicidio ci va il personale prescritto, il che rischia di non garantire un adeguato livello di sorveglianza. Il personale “prescritto”, spiega la sindacalista, è quello con limitazioni fisiche o psicologiche e quindi viene impiegato con specifici turni e mansioni: Sono assegnati ad attività specifiche e ci auguriamo che l'Azienda abbia consultato la medicina del lavoro per sapere se possono essere demandati a questa altra mansione.

Ad esempio, di solito, questi oss non fanno turni di notte. Nulla sui criteri e sulle procedure con cui si coinvolgono gli operatori prescritti nella sorveglianza ai pazienti a rischio di suicidio è stato detto ai sindacati; così come - prosegue Lavinia - non abbiamo elementi su quanti siano questi pazienti da tenere sotto osservazione. Si è capito, per ora, che gli oss vengono informati della necessità di svolgere questa sorveglianza di notte e che quindi il loro turno nel giorno successivo verrà cambiato.

Nella diffida di Cgil-Cisl-Uil del pubblico impiego inviata ai vertici del Sant'Orsola si legge: Il personale prescritto viene collocato in questa azienda dopo una valutazione con la medicina del lavoro, e ci chiediamo come mai la direzione delle professioni sanitarie possa indistintamente decidere di rendere obbligatoria la sorveglianza del paziente suicida senza un consulto con il servizio prima citato e soprattutto di condividere questo percorso con le organizzazioni sindacali. E quindi, nel caso l'azienda non riveda questa posizione tuteleremo il personale e i pazienti in altre sedi avvisano Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl.

Una buona notizia per i lavoratori della sanità arriva intanto dall'Ausl. Qui la Cgil riferisce che dopo l'accordo con la Regione che impegnava le aziende sanitarie alla stabilizzazione dei precari, l'8 febbraio scorso, con l'Ausl di Bologna si è sottoscritto un primo verbale di intenti che avvia il percorso. Prima si farà una ricognizione dei profili dei lavoratori interessati (e saranno informati i sindacati), poi usciranno dei bandi e quindi si avvieranno i percorsi ad hoc con la maggior tempestività possibile. Prevista anche una ricognizione del fabbisogno di personale, alla luce del turnover e delle eventuali diverse necessità rilevate. Sulla carta ci sono 144 precari da stabilizzare.

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