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OSS. Come prendersi cura dei piedi del paziente

di Redazione

L’Operatore Socio Sanitario, può contribuire fattivamente alla cura dei piedi del paziente, molto utile per prevenire/curare infezioni e micosi, ma anche per permettere un’adeguata deambulazione prima che si verifichino delle complicanze. 

Tra i compiti dell’OSS vi è quello dell’igiene e della cura e gestione degli arti

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La corretta igiene e la cura degli arti dei piedi di un paziente deambulante o non, favorisce la riduzione o l’individuazione di infezioni o micosi e, là dove possibile, una corretta deambulazione dell’assistito. In tale ambito si stanno sempre più specializzando gli Operatori Socio Sanitari (OSS) che, assieme agli Infermieri, assistono tutti i giorni il paziente.

Molte aziende sanitarie e centri di cura, soprattutto in ambito privato, stanno invogliando gli OSS a prepararsi nel settore, onde diventare degli esperti e favorire il lavoro di assistenza di Infermieri, Medici e Fisioterapisti.

Corsi specifici, seppur non correlati ad ECM (non previsti per gli OSS), stanno nascendo un po’ ovunque in Italia. Quasi sempre sono iniziative di singoli o di gruppi assistenziali che hanno individuato nella figura dell’Operatore Socio Sanitario un momento di forza importante.

Curare i piedi, ma anche le mani, e con essi le unghie è indispensabile per favorire la posizione verticale del paziente e permettergli di camminare senza problemi. Questo vale soprattutto per i pazienti anziani o per quegli assistiti costretti a lunghi periodi di allettamento.

E per chi non cammina?

Prevale lo stesso identico principio: occorre garantire il comfort e il benessere del paziente, evitando infezioni, micosi e quant’altro possa influire nella corretta azione assistenziale quotidiana.

Perché è importante gestire bene i piedi e le unghie?

Ci sono vari fattori da considerare:

    1. evitare e/o segnalare infezioni e micosi;
    2. favorire la corretta deambulazione;
    3. individuare e/o segnalare eventuali anomalie alla continuità cutanea (ferite, lesioni, flogosi, flemmoni per il piede diabetico, ragadi, unghie incarnite e via discorrendo);
    4. presenza di dolore;
    5. secchezze cutanee;
    6. garantire una igiene completa.


Spesso la cura dei piedi e delle unghie viene sottovalutata. Anche il taglio delle unghie non è spesso concepito nell’interesse dell’utente, bensì secondo logiche di risparmio di tempo e purtroppo di denaro.

Salvaguardare l’integrità cutanea è fondamentale per evitare infiltrazioni batteriche e di conseguenza lesioni dolorose e difficili da curare.

Va ricordato che occorre fare molta attenzione:

    1. alla punta dei piedi (le dita) e alle prospicienze ungueali;
    2. ai malleoli interni ed esterni;
    3. ai talloni.


perché restano le parti più a stretto contatto con il pavimento e il letto, quindi soggette anche a pressione, frizione, scivolamento e a danni accidentali.

Come vanno trattati piedi ed unghie?

La cura e l’igiene dei piedi comprendono vari passaggi:

    1. lavaggio regolare al mattino, mediante l’utilizzo di saponi antibatterici/antimicotici neutri;
    2. ammollo in acqua tiepida con emolliente, per favorire la pulizia profonda delle unghie più spesse e ammorbidire eventuali calli e pellicine superflue;
    3. risciacquo con acqua pulita (né tanto fredda, né tanto calda, per evitare lesioni da escursione termica);
    4. asciugatura (i piedi vanno tamponati utilizzando asciugamani puliti ed occorre fare attenzione allo spazio interdigitale, evitando lesioni e segnalando quelle eventualmente presenti);
    5. pulizia accurata delle unghie, utilizzando i giusti presidi (forbici arrotondate, tagliaunghie, lime, bastoncini di legno ecc.) e non andando oltre il dovuto, evitando così lesioni accidentali;
    6. eliminazione dei calli, che non vanno mai recisi, ma limati;
    7. utilizzo di olii e creme idratanti;
    8. utilizzo di talchi assorbenti;
    9. utilizzo eventuali di creme antimicotiche.

Quando i piedi sono pronti occorre anche pensare alle giuste calzature, adatte al paziente e che scongiurino pressioni indesiderate e/o frizioni e scivolamenti degli arti inferiori. Le scarpe non devono essere strette, devono avere un piano antiscivolo e soprattutto devono fornire sostegno ai piedi.

Se il paziente zoppica mentre cammina può darsi che abbia dei problemi con le scarpe o con i piedi. È un campanello d’allarme e occorre tempestivamente intervenire. L’azione in tal senso dell’OSS è fondamentale per evitare problemi che spesso possono dare origine a complicanze non desiderate, ma preventivabili.

L’Operatore Socio Sanitario che è già esperto nel settore sa bene che occorre evitare di tagliare drasticamente le unghie, preferendo alle forbici il tagliaunghie o la lima.

Spesso occorre combattere contro dei luoghi comuni insiti negli stessi assistiti o nei loro famigliari, secondo cui tagliare spesso le unghie le si indebolisca. Nulla di più errato.

E per i pazienti diabetici?

Se un Operatore Socio Sanitario, in presenza di un piede diabetico e/o dopo aver notato la possibile presenza di flemmoni, non se la sente di intervenire deve assolutamente evitare di farlo, segnalando il tutto all’Infermiere o agli Infermieri di turno. Se un OSS agisce in autonomia praticando anche involontariamente un danno all’assistito deve sapere bene cosa fa e a cosa va incontro. Il paziente, i suoi parenti o addirittura la struttura può rivalersi sull’azione errata e l’OSS rischia sia dal punto di vista civile, che da quello penale (ricordarsi sempre della negligenza, dell’imperizia e dell’imprudenza).

Per tutelarsi di fronte a degli errori involontari è possibile oggi assicurarsi ed evitare guai almeno dal punto di vista economico.

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