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Infermiere e OSS

Il ministro Speranza riceve i sanitari del Cardarelli

di Massimo Canorro

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Una delegazione di infermieri, medici e Oss del Pronto soccorso dell’ospedale di Napoli ha incontrato nella capitale il ministro della Salute e il sottosegretario Pierpaolo Sileri, per illustrargli il grave disagio lavorativo nel quale versano e le criticità per assicurare, ogni giorno, l’assistenza ai propri pazienti. Ci rassicura sentire le istituzioni vicine e sapere che si sta lavorando a soluzioni strutturali.

Emergenza barelle Cardarelli: infermieri, medici e Oss da Speranza

Con la riduzione delle unità in servizio e l’inevitabile inadeguatezza delle guardie, i codici verdi sono arrivati a tempi di attesa, dal triage alla visita, fino a dodici ore.

Continua a tenere banco nel confronto pubblico e politico il caso “emergenza barelle” all’ospedale Cardarelli di Napoli, provocata dalla carenza di personale sanitario rispetto ai numerosi accessi.

Un caso anche “politico”, certo, considerando che a inizio maggio il leader della Lega, Matteo Salvini, ha presentato un’interrogazione parlamentare per fare luce su quanto sta accadendo nell’ospedale partenopeo, il più grande del sud Italia.

Richiesta di chiarimenti rivolta al ministro della Salute, Roberto Speranza, che nelle ultime ore ha incontrato una delegazione di infermieri, Oss e medici del Cardarelli.

Confronto che giunge, appunto, a meno di un mese dall’apice della crisi barelle al Pronto soccorso, con la struttura presa d’assalto da circa 200 pazienti al giorno e, così, nell’impossibilità di fronteggiare ogni richiesta.

La situazione, poi, è stata “risolta” mediante l’intervento del management e della Regione Campania, con la chiusura del reparto Covid presso la palazzina H – ripristinato come reparto ordinario – e lo spostamento degli accessi anche al Pronto soccorso dell’ospedale dei Colli (che include Monaldi, Cotugno e Cto).

Poche ore fa una delegazione di sanitari è stata ricevuta dal ministro Speranza e dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri ai quali è stato illustrato il profondo disagio lavorativo e le difficoltà ad assicurare l’assistenza ai pazienti, sottoponendo alcune proposte che – già a stretto giro – potrebbero dare un po’ di respiro alla realtà locale del Cardarelli.

Ringraziamo entrambi – scrivono in una nota gli infermieri, gli Oss e i medici del Pronto soccorso –, sentire le istituzioni vicine e sapere che si sta lavorando a soluzioni strutturali per supportare il lavoro di noi operatori dell’emergenza urgenza ci rassicura e dà la forza per continuare ad assistere con dedizione tanti cittadini.

In rapporto alle criticità del Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli si è espresso più di un sindacato, tra cui Cgil, Cisl e Uil, inviando una lettera al direttore generale, al direttore amministrativo, al direttore sanitario e al direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera. Nella missiva è stato rilevato, poi, che con la riduzione delle unità in servizio e l’inevitabile inadeguatezza delle guardie, i codici verdi sono arrivati a tempi di attesa, dal triage alla visita, fino a dodici ore. Quelli gialli fino a cinque ore. Una condizione assai allarmante, evidenziano i sindacati, considerando che tali pazienti nell’estenuante attesa non vengono rivalutati né presi in carico e che spesso tra i codici verdi si celano patologie anche tanto gravi.

In merito ai codici gialli, invece, le organizzazioni sindacali spiegano che hanno un’urgenza abbastanza elevata, ma vengono valutati dopo ore. L’affollamento in Pronto soccorso conduce al blocco delle ambulanze. Fermo restando che le immagini del Cardarelli in circolazione sul web, con decine di barelle “appiccicate” nella sala d’attesa, non sono molto diverse dalle istantanee di altri ospedali italiani. Così come è nazionale il fenomeno della carenza di sanitari: dal Lazio alla Sardegna.

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