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Loreto Lancia professore ordinario MED45, quinto in Italia

di Muzio Stornelli

Dal primo ottobre Loreto Lancia è il quinto professore ordinario MED 45 in Italia. Il raggiungimento di questo importante traguardo accademico - commenta il professor Lancia - è in primo luogo il risultato del lavoro di tutta una comunità infermieristica che dimostra quanto il nursing italiano si sia evoluto significativamente negli ultimi venti anni. La sua nomina segue quelle di Maria Grazia De Marinis, prima ordinaria italiana, Luisa Saiani, Rosaria Alvaro e Loredana Sasso. Ma in Italia abbiamo tanti bravi giovani ricercatori infermieri a cui è necessario agevolare l’accesso nei ruoli accademici e tanti colleghi già in ruolo che aspettano una meritata progressione di carriera. Quindi, guai ad accontentarsi.

Scienze infermieristiche: Loreto Lancia è professore ordinario MED 45

Dal 1° ottobre il Prof. Loreto Lancia - già Professore Associato di Scienze Infermieristiche presso lo stesso Ateneo - è Professore di prima fascia di Scienze Infermieristiche (MED45) dell’Università degli Studi dell’Aquila.

La sua nomina segue quelle di Rosaria Alvaro, Maria Grazia De Marinis, prima ordinaria italiana, Luisa Saiani e Loredana Sasso, già in ruolo in questa prima fascia accademica, rispettivamente negli Atenei di Roma “Tor Vergata”, Roma “Campus Biomedico”, Verona e Genova.

Infermiere clinico dall'esperienza ventennale maturata prevalentemente nei settori di Terapia Intensiva cardiologica e cardiochirurgica, è approdato nell'istituzione accademica e attualmente presiede la Commissione Nazionale dei Corsi di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche.

La sua nomina è in primo luogo il risultato del lavoro di tutta una comunità infermieristica che dimostra quanto il nursing italiano si sia evoluto significativamente negli ultimi venti anni - ha dichiarato il professor Lancia - Questo sviluppo delle scienze infermieristiche deriva fondamentalmente dal consolidamento di una cultura disciplinare e professionale sempre più diffusa nel territorio, che rappresenta un formidabile volano per l’innesco di un circolo virtuoso il cui beneficiario principale è il cittadino-utente.

Gli infermieri possono contribuire significativamente a rendere il sistema più appropriato, ossia a consentire che il paziente giusto riceva la prestazione giusta, nel posto giusto, al momento giusto e al costo giusto

Grandi passi in avanti sono stati fatti dalla professione negli ultimi anni, ma guai a pensare di potersi accontentare. Siamo ancora in una fase prodromica, in cui è necessario investire molto sul capitale umano, a tutti i livelli, per raggiungere una dimensione culturale e sociale del nursing in grado di sostenere efficacemente la sua specificità ed infungibilità all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, sottolinea Lancia.

Se è vero che la formazione e la ricerca rappresentano i capisaldi di questo percorso virtuoso - continua - è altrettanto vero che la loro qualità dipende essenzialmente dall’impegno delle persone. In Italia abbiamo tanti bravi giovani ricercatori infermieri a cui è necessario agevolare l’accesso nei ruoli accademici e tanti colleghi già in ruolo che aspettano una meritata progressione di carriera. Inoltre, è importante la selezione e la valorizzazione dei numerosissimi colleghi infermieri che quotidianamente svolgono la loro attività di Docenti esterni nei nostri Corsi di Laurea.

Come mai in molti Atenei italiani non sono presenti docenti MED/45

In questi anni ho imparato che le dinamiche accademiche possono essere molto complesse - commenta Lancia - È purtroppo vero che, anche da questo punto di vista, la realtà italiana è parecchio disomogenea.

Ci sono Atenei, come quello dove ho la fortuna di lavorare, con una forte tradizione infermieristica, che hanno investito molto in questo settore ed altri che hanno investito meno o nulla. È, forse, anche un problema culturale. Personalmente, ritengo che l’accreditamento dei Corsi di Laurea a livello ministeriale debba passare anche attraverso questi criteri.

Infermieristica, Loreto Lancia: senza ricerca non c'è innovazione

Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche sin dalla sua attivazione nel 2004, Lancia ha coordinato uno dei primi Dottorati di Ricerca in Scienze Infermieristiche istituiti in Italia.

Tra i risultati più importanti che l’accademia infermieristica italiana ha raggiunto in questo periodo - sottolinea - c’è l’istituzione dei Dottorati di Ricerca, che hanno facilitato, tra l’altro, una osmosi con realtà estere avanzate, a cui bisogna guardare con molta attenzione, anche per sviluppare modelli formativi ed assistenziali innovativi.

Nursing, lo scarto tra disciplina e professione

Parlando di assistenza, il professor Lancia vede un nesso inscindibile tra formazione, ricerca ed assistenza e deve essere fatto ogni sforzo possibile per tenerle unite. È complicato essere buoni formatori se non si è anche bravi ricercatori. Ed è difficile diventare un buon ricercatore se non si ha la possibilità di svolgere attività clinica.

Forse - continua - quello che talvolta oggi manca a chi è impegnato nei ruoli accademici è proprio la possibilità di svolgere funzioni assistenziali. Questo potrebbe essere un problema, soprattutto per i giovani ricercatori.

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