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Infermiere di famiglia, in Liguria si comincia a fare sul serio

di Ferdinando Iacuaniello

Approvato all'unanimità in consiglio regionale, il progetto Infermiere di Famiglia e Comunità in Liguria è una grande vittoria - racconta Caterina Iacopi, una delle promotrici - perché i consiglieri non sono andati a cercare dei medici o dei manager per implementare questo progetto, ma sono venuti a cercare degli infermieri, dei semplici infermieri che erano in mezzo alla gente, a fare educazione sanitaria al cittadino. L'Infermiere di famiglia sarà sperimentato inizialmente nella parte ponente genovese, dov’è successo il disastro del ponte Morandi.

Infermiere di Famiglia, il progetto Noisiamopronti approvato in Liguria

Tutto è partito da un “NoisiamoprontiDay”, una delle giornate di educazione sanitaria promosse dall’associazione #Noisiamopronti, quando un consigliere regionale della Liguria, Gianni Pastorino, rimasto folgorato dalla nostra animazione – racconta Caterina Iacopi, una delle promotrici del progetto insieme a Stefania Grisanti e Riccardo Corsaro Iacopi – e dalla nostra voglia di stare in mezzo alla gente ci ha convocati in Regione, dove ci è stato proposto di implementare un progetto per la creazione dell’Infermiere di famiglia in comunità.

A quel primo incontro in regione, avvenuto a maggio scorso, ne sono seguiti altri, con tanto di analisi della realtà locale. Sì, perché quella dell’Infermiere di Famiglia è una figura di cui in Liguria c’è bisogno – spiega Iacopi - perché l’ADI (assistenza domiciliare integrata, ndr.) qui purtroppo è molto limitata.

Visto questo e visto anche l’alto tasso di età media della popolazione regionale, è nata la bozza di un progetto che intende istituzionalizzare una figura che ancora non esiste da nessuna parte – continua Iacopi, facendo partire, da un lato, un master ad hoc all’università di Genova e, dall’altro, andando a riqualificare le persone che l’ASL o chi per essa sceglierà per questo profilo.

Che all’unanimità il consiglio regionale della Liguria abbia accettato un rinnovamento dal punto di vista sanitario, ma soprattutto infermieristico, per noi è una grande vittoria, perché questi consiglieri non sono andati a cercare dei medici o dei manager, sono venuti a cercare degli infermieri

Una bozza di progetto che ruota attorno alla riduzione delle riospedalizzazioni e agli accessi impropri al Pronto soccorso, per dimostrare che curare bene a casa i pazienti cronici over 65 può essere garanzia di continuità assistenziale.

La struttura del progetto è declinata secondo un'articolazione spalmata su 24 mesi: i primi sei mesi serviranno per identificare il luogo di attivazione del progetto (che dovrebbe partire proprio dalla parte della città di Genova che è rimasta più colpita dal crollo del ponte Morandi), effettuare lo screening della popolazione di riferimento e costituire il team multidisciplinare. Dopodiché sarà il tempo di passare alla parte attuativa del progetto, con tanto di raccolta, analisi e rendicontazione dei dati.

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Commenti (1)

Zorlo

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3 commenti

Approfondimento

#1

Da studente, che bello che si muovono le acque. Mi piacerebbe fare un tirocinio in una realtà del genere, anche se in evoluzione e non consolidata.

Andrea Zorloni