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Patologia

Astigmatismo

di Sara Pieri

L’astigmatismo (o ametropia) è una patologia a carico degli occhi che si manifesta come deficit della vista causato da una deformazione della superficie della cornea o di una delle strutture interne del bulbo oculare; tradotto nella pratica è come se la cornea dell'occhio con astigmatismo fosse con una palla da rugby, la cui curvatura non è quindi la stessa in tutta la sua superficie, impedendo così la corretta messa a fuoco sulla retina.

Segni e sintomi di astigmatismo

visita oculistica

Per poter fare diagnosi di astigmatismo è necessaria una valutazione specialistica oculistica attraverso diversi test.

Il soggetto colpito da astigmatismo ha difficoltà nella visione da vicino e da lontano, con una scarsa nitidezza delle immagini nei casi lievi, distorsione vera e propria delle forme nei casi gravi, senza correlazione con l’età.

Infatti, esso può essere un difetto presente sin dalla nascita, oppure emergere in qualunque fase della vita. L’astigmatismo può coesistere ad altri deficit della vista, come: miopia, ipermetropia, presbiopia.

L’astigmatismo, se non trattato, causa dei sintomi correlati allo sforzo che il soggetto deve compiere per cercare di mettere a fuoco le immagini, come:

  • cefalea
  • fotofobia
  • bruciore oculare
  • dolore oculare
  • affaticamento oculare

Il segno evidente che deve allarmare il soggetto è la mancata messa a fuoco e nitidezza delle immagini.

Diagnosi e trattamento

Per poter fare diagnosi di astigmatismo è necessaria una valutazione specialistica oculistica attraverso diversi test:

  • lettura dei caratteri della tabella ottotipica
  • oftalmometro utilizzato per misurare la curvatura corneale
  • tomografia corneale per analizzare la forma della cornea e le sue caratteristiche
  • autorefrattometro per misurare il difetto visivo

Il deficit da correggere deve essere superiore a 0,5 diottrie, al di sotto di tale soglia si può anche non trattare.

Il trattamento per l’astigmatismo prevede, come metodo “tradizionale” la correzione del deficit attraverso l’utilizzo di occhiali con lenti graduate oppure lenti a contatto graduate.

In alternativa si possono eseguire interventi tipo laser, che possono trattare e risolvere la problematica ridando al paziente una vista senza deficit, anche se la rinuncia totale all’utilizzo di lenti graduate non sempre è assicurata, ecco perché risulta necessario valutare caso per caso il rischio/beneficio correlato.

L’intervento laser è solitamente consigliato in soggetti fra i 25 e i 45 anni, poiché risulta essere una fascia di età in cui la vista ha più probabilità di “fermarsi”.

Per quanto riguarda i bambini è importante che i genitori monitorino e si assicurino che il bambino abbia una vista chiara e nitida, considerando il fatto che al di sotto dei 5 anni risulta difficile che esso esprima in autonomia un disagio rispetto ad un deficit di questo tipo.

Se vi sono familiari con patologie oculistiche a maggior ragione è necessario un controllo oculistico preventivo. Qualora un bambino dovesse indossare gli occhiali con lenti graduate è importante che venga controllato nel corretto utilizzo degli occhiali.

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