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Patologia

Blefarite

di Monica Vaccaretti

La blefarite è una comune malattia oculare che interessa le palpebre. Si tratta di una reazione infiammatoria del margine libero delle palpebre. L'infiammazione, molto fastidiosa ma non contagiosa, può verificarsi una sola volta oppure essere ricorrente. Interessa generalmente una palpebra ma può diffondersi nell'altra per contatto attraverso le mani e l'igiene personale del viso. L'eziologia è varia: può essere causata da malattie della pelle, infezioni batteriche della palpebra, disturbi alimentari come l'avitaminosi, malattie sistemiche come il diabete e l'ipercolesterolemia, fattori allergici e ambientali come il fumo e le polveri, disfunzione delle ghiandole di Meibomio, parassiti delle ciglia come i pidocchi, secchezza oculare e lacrimazione eccessiva.

Blefarite, cos’è e come si manifesta

La malattia esordisce con prurito e bruciore accompagnati da iperemia ed edema. Causata principalmente da batteri, solitamente lo Staphylococcus aureus, e da iperseborrea cutanea, la blefarite provoca squame, rossore, irritazione e talvolta orzaioli ricorrenti, ossia una infezione delle ghiandole e dei follicoli piliferi del margine palpebrale e delle ciglia.

La malattia interessa una sede anatomica molto delicata. Le palpebre, infatti, sono il più esterno meccanismo di difesa degli occhi e funzionano sia come barriera fisica sia per mantenere l'umidità e distribuire le lacrime. La congiuntiva palpebrale riveste all'interno sia la palpebra superiore che quella inferiore, mentre la congiuntiva bulbare ricopre la porzione anteriore della sclera. La congiuntiva risponde alle infezioni, alle infiammazioni e agli irritanti ambientali. I vasi congiuntivali si dilatano facilmente causando rossore e i recettori del dolore rispondono alle alterazioni flogistiche.

Sintomi di Blefarite

I sintomi sono variabili a seconda del tipo di blefarite. La sintomatologia comune è caratterizzata da:

  • bordi delle palpebre rossi e gonfi
  • prurito e bruciore
  • irritazione congiuntivale con lacrimazione eccessiva
  • fotosensibilità
  • sensazione di corpo estraneo
  • secchezza

Gli occhi sono umidi ed arrossati, le palpebre sono appiccicose, si può percepire una sensazione di calore sul bordo delle palpebre ed avere disagio nell'uso delle lenti a contatto. Nei casi più gravi può comparire madarosi, la caduta delle ciglia.

Sintomi tipici della blefarite acuta ulcerativa sono pustole sui follicoli ciliari che possono ulcerarsi, rompersi e sanguinare se le crosticine, simili a forfora, vengono rimosse. Se la blefarite è ricorrente si possono formare delle cicatrici palpebrali e può insorgere trichiasi ossia la perdita o l'errata direzione delle ciglia. Le secrezioni, che tendono a seccarsi durante la notte, attaccano le palpebre al risveglio.

Sintomi tipici della blefarite acuta non ulcerativa sono eritema, edema e ciglia inglobate da croste e secrezioni sierose rapprese. Nella blefarite cronica invece sono tipicamente presenti ispessimento ed ectasia degli orifizi ghiandolari, ostruiti da una densa secrezione cerea e giallastra. Compaiono inoltre squame untuose sulle ciglia, sforzo e affaticamento visivo, visione sfuocata sotto sforzo visivo prolungato.

Diagnosi di blefarite

Solitamente non è necessario eseguire una coltura a scopo diagnostico. La diagnosi è formulata con esame obiettivo di segni e sintomi e confermata con lampada a fessura, uno strumento usato dallo specialista oculista che, focalizzando l'altezza e l'ampiezza di un fascio di luce, permette una precisa visione stereoscopica di palpebre, congiuntive, cornea, camera anteriore, iride, cristallino e vitreo anteriore. Detta anche biomicroscopio, permette di controllare nello specifico l'esterno dell'occhio, la struttura della palpebra, l'aspetto delle ciglia e della pelle, i margini palpebrali, la base delle ciglia le aperture delle ghiandole del Meibomio, la quantità e la qualità delle lacrime. Soltanto nella forma cronica, qualora la blefarite sia refrattaria al trattamento medico, è consigliata una biopsia per escludere tumori della palpebra.

Trattamento e prevenzione della blefarite

Il trattamento dipende dalla forma e dalla gravità dei sintomi. Dopo averne individuato l'eziologia, sono indicate terapie di supporto e trattamenti specifici, a seconda del caso.

La blefarite acuta non ulcerativa viene trattata, sino alla risoluzione, con impacchi caldi applicati sulle palpebre chiuse che alleviano i sintomi e favoriscono la guarigione. Possono essere prescritti anche corticosteroidi topici e viene raccomandato di evitare sfregamenti e grattamenti della zona e di non applicare sostanze irritanti come colliri mai usati in precedenza. Se compaiono le ulcere è invece necessario applicare un unguento antibiotico quattro volte al giorno per 7 giorni, come ad esempio la gentamicina e l'eritromicina. Se l'eziologia è virale, il farmaco di scelta è un antivirale per via sistemica come, ad esempio, l'aciclovir 400 mg per via orale 3 volte al giorno per 7 giorni.

Per la blefarite cronica non esiste una cura definitiva. Può essere clinicamente indicato - per risolvere di volta in volta gli episodi ripetuti con tempi di guarigione più lunghi - applicare impacchi caldi, lacrime artificiali durante il giorno e unguenti oftalmici durante la notte per risolvere i sintomi tipici della cheratocongiuntivite secca. È raccomandata una delicata pulizia del margine palpebrale per rimuovere il sebo in eccesso usando:

  • una soluzione diluita di shampoo per bambini (2-3 gocce diluite in mezzo bicchiere di acqua calda)
  • antibiotici topici con pomata antibiotica anche per lunghi periodi fino a 3 mesi
  • tetracicline per via sistemica orale (2 volte al giorno a dose progressivamente calante nell'arco di 3-4 mesi) qualora si rendesse necessario modificare la composizione delle secrezioni prodotte dalle ghiandole di Meibomio o alterare la composizione della flora batterica cutanea

Per prevenire la blefarite è opportuno seguire buone norme igienico comportamentali ed avere cura degli occhi così da ridurre il rischio di infezione:

  • lavare sempre bene le mani prima di toccare gli occhi
  • igienizzare gli oggetti ad uso personale
  • sciacquare le palpebre con acqua tiepida e asciugarle delicatamente con un asciugamano asciutto e pulito
  • evitare la cosmesi sul viso in caso di irritazioni cutanee e oculari e segni e sintomi di infezione della cute perioculare
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