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Patologia

Ernia iatale

di Francesca Gianfrancesco

L’ernia iatale è un avanzamento o sporgenza di parte dello stomaco attraverso lo “iato” diaframmatico, ovvero l’orifizio del diaframma attraverso il quale normalmente passa l’esofago. Anatomicamente il diaframma separa il torace dall’addome e l’esofago passa attraverso lo iato diaframmatico per ricongiungersi allo stomaco che si trova invece sotto il diaframma, in addome. La protrusione o risalita di parte dello stomaco attraverso lo iato verso il torace dà proprio luogo all’ernia iatale. Allison nel 1951 classificò le ernie iatali in tre tipi in base alle caratteristiche anatomiche e fisiopatologiche: tipo I o ernia iatale da scivolamento, tipo II o ernia iatale paraesofagea, tipo III o ernia iatale mista.

Ernia iatale da scivolamento

L’ernia iatale da scivolamento è la più comune. Non è una condizione fissa, poiché la porzione di stomaco interessata tende a risalire e tornare nella sua posizione, movimento riconducibile all’aumentare della pressione endoaddominale.

È più frequente nelle persone obese e la frequenza aumenta con l’aumentare dell’età.

La maggior parte delle ernie iatali da scivolamento sono di piccole dimensioni, motivo per cui sono spesso asintomatiche. Se presenti, i sintomi sono collegati al reflusso gastro-esofageo e aumentano in condizioni di sforzo o in gravidanza.

Ernia iatale paraesofagea ed ernia iatale mista

L’ernia iatale paraesofagea si presenta quando il fondo dello stomaco è spinto sopra il diaframma accanto all’esofago, nonostante il punto di collegamento tra l’esofago stesso e lo stomaco sia in normale sede sotto il diaframma.

La maggior parte delle ernie paraesofagee sono conseguenza di un’ernia da scivolamento e risultano essere fortemente correlate all’età. Di solito sono asintomatiche, ma nel momento in cui l’ernia resta intrappolata o compressa dal diaframma riducendo l’apporto ematico, questa condizione – detta strangolamento - risulta essere dolorosa e richiede un intervento chirurgico d’urgenza.

L’ernia iatale mista è una forma combinata tra le prime due.

Cause di ernia iatale

Le cause che provocano l’ernia iatale non sono del tutto chiare. Alla base c’è un indebolimento o lo stiramento delle fasce di tessuto ancorate tra l’esofago e il diaframma allo iato.Questo comporterebbe un allargamento dello iato diaframmatico e la conseguente risalita dello stomaco nel torace.+

Si ipotizza che questa condizione sia legata ad una forte componente genetica e che la sua effettiva comparsa sia sollecitata da fattori comuni quali l’età, l’obesità e il fumo.

La comparsa dell’ernia iatale può essere quindi dovuta a:

  • Difetto congenito, per il quale lo iato si presenta più ampio del dovuto
  • Modificazione del diaframma dovuto all’età
  • Eccessivo aumento della pressione endoaddominale dovuta alla contrazione dei muscoli addominali causata, ad esempio, dal sollevamento di un peso, dallo sforzo durante l’evacuazione, dalla tosse o anche dal vomito
  • Trauma addominale
  • Aumento della pressione addominale data dalla gravidanza

Come si manifesta l’ernia iatale

Molte persone hanno un’ernia iatale senza saperlo, poiché non avvertono alcun disturbo. Gran parte delle ernie iatali sono asintomatiche o si manifestano attraverso sintomi minori legati al reflusso gastro-esofageo, come:

  • Nausea
  • Senso di gonfiore ed eruttazioni frequenti
  • Alitosi
  • Bruciore allo stomaco e acidità dopo i pasti

In alcuni casi si possono osservare invece condizioni più gravi, come ad esempio ulcere dovute ai rigurgiti acidi o sanguinamenti con annessa anemizzazione.

Quindi bisogna prestare particolare attenzione in caso di:

  • Vomito frequente, soprattutto se presenti tracce di sangue
  • Dolore persistente nella parte alta dell’addome
  • Dimagrimento non intenzionale
  • Forte disfagia

Possono poi essere presenti sintomi atipici come tosse non produttiva cronica accompagnata da raucedine o anche asma.

Diagnosi di ernia iatale

Per diagnosticare un’ernia iatale spesso è sufficiente una radiografia del torace, partendo da un’accurata anamnesi. Prima dell’esame strumentale viene chiesto al paziente di bere del bario in forma liquida (bolo baritato) in modo che il liquido scenda lungo tutto il tratto digestivo evidenziando eventuali anomalie anatomiche e permettendo anche di valutare la presenza o meno di disfagia e/o ostruzioni lungo il primo tratto digerente.

Un altro accertamento diagnostico è l’esofago-gastro-duodeno scopia (EGDS o semplicemente gastroscopia) che permette di valutare la condizione delle mucose dell’esofago e dello stomaco rilevando erosioni o ulcere derivanti dal reflusso gastroesofageo.

Come si tratta l’ernia iatale

Il trattamento dell’ernia iatale è essenzialmente mirato alla riduzione e alleviamento degli eventuali sintomi legati, come detto, soprattutto al reflusso gastro-esofageo.

L’ernia iatale da scivolamento viene dunque trattata con un inibitore della pompa protonica per ridurre la produzione di acido.

Altre accortezze comprendono l’eliminazione dei co-fattori scatenanti l’ernia, quindi è necessario smettere di fumare, perdere il peso in eccesso ed evitare sforzi. Anche dormire con la testa sollevata o frazionare i pasti in piccole porzioni aiuta ad attenuare i sintomi.

È importante associare un corretto stile di vita ad un’alimentazione attenta, che preveda l’eliminazione di cibi acidi, piccanti, grassi o speziati e limitare l’assunzione di caffè, alcool e bevande acide come succhi di frutta o a base di cola.

Le ernie di grandi dimensioni o complicate, invece, come possono essere quelle paraesofagee strozzate, necessitano di un intervento chirurgico, eseguito generalmente in toracoscopia e laparoscopia.

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