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Patologia

Listeria e listeriosi

di Daniela Berardinelli

Le Listeria sono piccoli bacilli Gram-positivi, non-acidoresistenti, privi di capsula, asporigeni, β-emolitici, aerobi e anaerobi facoltativi che hanno caratteristica motilità rotatoria. Sono presenti in tutto il mondo nell'ambiente e nell'intestino degli esseri umani, mammiferi non umani, uccelli, aracnidi e crostacei. Ci sono molte specie di Listeria, ma la Listeria monocytogenes è l'unico patogeno negli esseri umani.

Listeriosi, l’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes

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Metodo per rilevare la presenza di Listeria nei prodotti alimentari

La listeriosi è generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato e conseguente assorbimento nella mucosa intestinale e sviluppo di infezione, pertanto è classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti (tossinfezione alimentare).

Il batterio che causa la listeriosi è ubiquitario, molto diffuso nell’ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti e le opportunità di contaminazione nel processo di produzione alimentare possono essere numerose. Può contaminare infatti a qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti. Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45°C, tende a persistere nell’ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati.

Gli alimenti principalmente associati all’infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all’uso) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato. Più raramente le infezioni possono verificarsi attraverso il contatto diretto con animali, persone o l’ambiente contaminato.  

Fattori di rischio listeriosi

Poiché la Listeria monocytogenes è un patogeno intracellulare, il controllo della listeriosi si basa sull'immunità cellulo-mediata; pertanto può colpire soprattutto i neonati, pazienti immunodepressi, anziani, donne in stato di gravidanza e, occasionalmente, anche individui sani.

Sintomi e segni clinici

La dose infettiva di Listeria non è certa: il rischio di sviluppare la malattia si può avere anche con bassi livelli di carica batterica, anche se la maggior parte dei soggetti adulti in buona salute non presenta alcun sintomo dopo il consumo di alimenti contaminati oppure può sviluppare sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata.

La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile, tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica. Il batterio Listeria monocytogenes può infatti causare, soprattutto nei soggetti immunodepressi, neonati o grandi anziani e donne in gravidanza, batteriemia e gravi patologie come la meningite, meningoencefalite, infezione intrauterina e sindrome oculoghiandolare. I sintomi variano a seconda dell'organo colpito e la listeriosi è maggiormente comune nel periodo estivo.

Gastroenterite febbrile da leisteria

La Listeria è causa dell’1% dei casi riportati in letteratura di infezioni trasmesse tramite gli alimenti ma epidemie correlate a gastroenterite febbrile di origine alimentare sono frequentemente descritte. Insorge tipicamente dopo l’ingestione di un alto numero di batteri presenti nel cibo contaminato e i sintomi più comuni includono febbre, diarrea, nausea, vomito, mal di testa e dolore muscolare e alle articolazioni. La durata tipica dei sintomi è generalmente inferiore alle 48 ore e la guarigione è completa. Le infezioni a carattere invasivo e sistemico sono più rare e con un rischio maggiore per gli immunocompromessi, gli anziani e le donne gravide.

Infezione listeria in gravidanza

La listeriosi viene contratta più comunemente durante il terzo trimestre ma le complicanze fetali e neonatali decrescono con l’aumentare dell’età gestazionale. La listeriosi può manifestarsi nelle donne gravide con febbre, brividi, mal di schiena confondendosi spesso con una normale influenza. L’infezione può essere lieve e risolversi senza ausilio di terapia e la diagnosi misconosciuta se non si effettuano delle emocolture. Non esistono infatti specifici indicatori clinici di listeriosi nelle donne in stato di gravidanza e la trasmissione al sistema nervoso centrale è infrequente. Il conseguimento delle emocolture deve quindi essere effettuato in una donna gravida ogni qual volta non ci siano altre plausibili spiegazioni come infezioni del tratto urinario o faringiti. La listeriosi può causare morte fetale, parto prematuro o neonati con gravi complicanze post partum.

L’infezione da Listeria al sistema nervoso centrale può causare una meningoencefalite, romboencefalite e variare da una forma minore con febbre e alterazioni dello status neurologico ad una fulminante con insorgenza di coma, spesso molti pazienti non presentano segni di irritazione meningea. L’unico modo per diagnosticare l’infezione da Listeria e differenziarla da altre infezioni con segni e sintomi comuni come febbre e dolori muscolari è l’esecuzione di una emocoltura o l’analisi del liquido cerebrospinale.

Terapia

Nei pazienti con sospetta o comprovata infezione del sistema del sistema nervoso centrale è importante iniziare una terapia antibiotica il più precocemente possibile per diminuire l’insorgenza di complicanze. La Listeria monocytogenes è responsiva ai comuni agenti antibiotici come la penicillina g, l’ampicillina, la gentamicina e il trimetoprim/sulfametossazolo; i primi due rappresentano la prima scelta. Non è suggerito nessun particolare trattamento nei pazienti immunocompetenti con gastroenterite da listeriosi poiché in grado di contrastare in maniera autonoma ed efficace l’infezione, è invece raccomandata l’assunzione di amoxicillina per bocca nei pazienti immunodepressi, in stato di gravidanza, o negli anziani con gestroenterite febbrile, in particolar modo se sintomatici o nel caso avessero ingerito cibo contaminato.

La mortalità associata a listeriosi è molto variabile e dipende soprattutto dalla competenza dello stato immunologico del paziente, dal sito di infezione, dalla precocità della diagnosi e dell’inizio della relativa terapia. Una cura antibiotica somministrata precocemente a una donna incinta può prevenire la trasmissione della malattia al feto.

Punti chiave

  • La Listeria monocytogenes è un batterio molto frequente nell’ambiente e in natura e viene generalmente trasmessa attraverso prodotti alimentari contaminati.
  • I soggetti più a rischio nella popolazione sono i neonati, gli anziani, gli immmunocompromessi e le donne in gravidanza.
  • Importanza della diagnosi precoce e della somministrazione della terapia antibiotica con ampicillina e penicillina nei pazienti con quadro clinico compromesso.
  • Diffondere la prevenzione e informare i pazienti a prevenire le malattie mangiando prontamente cibi a rischio di contaminazione e/o cucinandoli correttamente (o, per i pazienti ad alto profilo di rischio, evitare tali alimenti). 
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