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Lauree sanitarie, Infermieristica in testa per occupazione

di Massimo Canorro

A un anno dalla laurea c’è Infermieristica in testa alla classifica degli occupati: 84,8% rispetto alla media delle professioni sanitarie dell’80,9%, ad ogni modo la più alta tra tutte le professioni (al secondo posto le lauree del gruppo educazione e formazione con il 56,7%). L’analisi è contenuta nel report annuale 2022 del Consorzio interuniversitario Almalaurea, presentato all’università di Bologna.

Infermieristica prima per occupazione tra le lauree sanitarie

Infermieristica in testa nella classifica degli occupati a un anno dalla laurea: 84,8% rispetto alla media delle professioni sanitarie dell’80,9%, ad ogni modo la più alta tra tutte le professioni (al secondo posto, dunque sempre sul podio, si assestano le lauree del gruppo educazione e formazione con il 56,7%). È l’analisi contenuta nel 24esimo report annuale 2022 del Consorzio interuniversitario Almalaurea, presentato all’università di Bologna.

Il rapporto sul profilo dei laureati di 77 atenei si basa su una rilevazione che coinvolge circa 300mila laureati del 2021, rendendo un’istantanea delle loro principali caratteristiche.

Nel dettaglio, emerge che l’età media al conseguimento della laurea di primo livello in Infermieristica è di 24,8 anni con meno di 23 anni nel 42,9% dei casi e il 38,5% tra 23 e 24 anni (ma il 10,6% si è laureato a 27 anni e oltre). La durata media degli studi è stata di 3,5 anni.

Capitolo lavoro: degli occupati il 2,8% lavora ed è iscritto a una laurea di secondo livello e, per quanto attiene al settore lavorativo (pubblico, privato e non profit), il 59,1% è occupato nel pubblico, il 38,6% nel privato e il 2,3% nel non profit. Ciononostante, il 78,5% - un incremento questo di circa il 10% rispetto alle precedenti rilevazioni – intende proseguire gli studi dopo la laurea di primo livello e di questi il 24,3% vorrebbe farlo in particolar modo mediante un master universitario (41%), poi con la laurea magistrale (24,3%) oppure con un altro tipo di master o corso di perfezionamento (5,2%).

Le ragioni alla base sono, nel 96,9% dei casi, la possibilità di completare/arricchire la propria formazione. Permane anche un 12,7% che si è iscritto dopo la laurea di primo livello a un altro corso di laurea.

Quanto guadagna un infermiere ad un anno dalla laurea

Per quanto riguarda il piano retributivo, la media segnalata da Almalaurea è 1.615 euro netti mensili (1.658 per gli uomini e 1.602 per le donne). Dato particolarmente interessante – fa ben sperare anche nell’ottica dell’attrattività della professione infermieristica – è che il 99,3% dei laureati giudica l’efficacia della laurea e la soddisfazione per l’attuale lavoro molto o abbastanza efficace e per quanto riguarda i giudizi sull’esperienza universitaria, il 92,2% è nell’insieme decisamente soddisfatto, abbastanza soddisfatto del corso di laurea che ha seguito, il 91% lo è dei rapporti con i docenti e il 95,5% di quelli con gli studenti.

Infine, per quanto concerne la preferenza del luogo di lavoro (possibili risposte multiple), il 76,6% è disponibile a lavorare nella provincia di residenza, il 75,7% in quella degli studi, il 69,6% all’interno della regione degli studi. Il 55,7% preferirebbe l’Italia settentrionale, il 41,6% quella centrale e il 28,9% l’Italia meridionale. Ma, è bene evidenziarlo, c’è anche un 39,3% che sarebbe disposto a lavorare in un altro stato europeo – al di fuori del report, le cronache recenti indicano la Svizzera e la Norvegia tra le mete più ambite, in questo senso – e il 23,1% in uno extraeuropeo.

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